1 maggio all’Everest, una bella mattinata di rilfessione diversa dal solito

1 maggio all’Everest, una bella mattinata di rilfessione diversa dal solito

Lo scorso anno ci ero rimasto un po’ male. Nessuno aveva convocato il 1 maggio. Lo abbiamo raccontato. Da li era partita l’idea di inventarsi qualcosa di particolare per quest’anno. C’era stato un veloce contatto con Giorgio Cardile qualche mese fa. Poi nulla, tra impegni ed altre idee. Quando pareva ormai scaduto il tempo massimo per fare qualcosa ci si è visti. Così per accennare la cosa. Ed è nata l’idea della manifestazione andata in scena ieri davanti all’Everest. La zona nord-est e quel mostro dormiente che è la struttura che ha ospitato dal 1932 l’innovativa che ha attirato a Crema l’Olivetti negli anni ’60 sono da sempre una mia piccola ossessione, così come l’Auditorium Cavalli (dovremo riprendere a parlare anche di questo). Così è stato per me davvero bello ed emozionante vedere una cinquantina di persone alla spicciolata arrivare in bici e a piedi ad assistere alla mattinata.

E non erano diciamo le rappresentative di forma del 1 maggio, non c’era una bandiera presente, per dire. E’ stato bello vedere anche parte dell’amministrazione, praticamente tutti gli assessori che non erano impegnati nell’altro momento di ricordo in programma, quello in treno da Crema a Pioltello via Capralba per ricordare le vittime dell’incidente ferroviario di alcuni mesi fa, che erano pendolari quindi lavoratori, essere presente alla mattina. Grazie quindi al vicesindaco Michele Gennuso che ci ha regalato un ricordo legato all’Olivetti di quando giovane medico arrivò a Crema dalla Sicilia, grazie a Emanuela Nichetti e Matteo Gramignoli e ai consiglieri comunali Marcello bassi, Antonio Agazzi e Manuel Draghetti. Grazie ad Agostino Alloni, profondo conoscitore della storia dell’area, che avrei voluto chiamare a dire due parole.

Grazie a Giorgio Cardile e Luca Ziglioli di Rinascimenti, due ragazzi che faranno molto per la città. Grazie a Gio Bressanelli per la toccante interpretazione di Vincenzina e la fabbrica di Jannacci e grazie anche ad Andrea Spinelli che avrebbe dovuto suonare anch’esso ma che era inchiodato a casa con un problema fisico. E grazie a tutti quelli che sono venuti a curiosare e vedere cosa succedeva di diverso dal solito. E’ stato un bel 1 maggio per me. Dopo la manifestazione in famiglia e poi a Lodi per la festa musicale della Cgil e per finire davanti alla tv per il concerto del 1 maggio da Roma, finalmente epurato da musiche balcaniche e eccessive retoriche e sintonizzato sulla musica che gira adesso. Giornata chiusa con i ringraziamenti con Giorgio e la promessa di risentirci presto per altre idee in campo, e non può che farmi piacere visto che da mesi dico che sono stufo di fare cose a Crema e poi finisce che qualcosa lo faccio sempre e mi diverte molto.

Emanuele Mandelli

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