18 pennellate di indaco, piccolo saggio sull’accanimento terapeutico passionale per coppie fedeli

18 pennellate di indaco, piccolo saggio sull’accanimento terapeutico passionale per coppie fedeli

Ci sono coppie eroiche, quelle che non vogliono infeltrirsi come i maglioncini lavati a novanta gradi, ma dei novanta gradi fare una ragione di vita. Come tutti sappiamo la passione è inversamente proporzionale alla condivisione di bollette, mutui, calzini bucati, aerofagia, maschere facciali, genetliaci di suocera e prozie e tutto quel genere di quotidianità familiari a cui non riusciamo a sfuggire nemmeno travestendoci da Casper.

Inesorabilmente si scivola dal copulare due volte al giorno al “una volta al mese per dovere, ma non durante Porta a Porta“, tranne i fedeli. Fedeli in ogni senso: fedeli al quarto mistero di Fatima, ai tempi di innamoramento e amore dettati da Alberoni, alla posta del cuore di Carlo Rossella, ma soprattutto fedeli al dogma che ci si puó desiderare come il primo giorno anche dopo vent’anni. E per mantenere viva la passione di coppia, senza decidere di trovare ristoro separatamente in relazioni occasionali, si dedicano al ravvivarla con i più svariati metodi.

La prima tappa è ovviamente lo sperimentare tutte le posizioni del kamasutra, poi capita che mentre ti metti i boxer con la Union Jack stampata e provi la London Brigde, l’acutizzarsi del tunnel carpale e di quel doloretto latente alle lombari, porta gli ardori ad esplorare strade meno acrobatiche.

Le danze continuano con i giochi di ruolo, dove il solo limite e non pensare di essere Winnie the Pooh che si accoppia con tutti gli abitanti del Bosco dei Cento Acri.  Si va dal classico io Tarzan-tu Jane che richiede l’abolizione della ceretta brasiliana, al Biancaneve molestata dai nani e salvata dal Principe, al vergine sedotta da bruto sconosciuto (ndr: dopo più di cinque anni di matrimonio si avvisa che questa fantasia funziona solo con gli affetti da amnesia temporanea). Quando il piacere si propaga come un veleno, con lei travestita da Cleopatra e lui che la possiede con un preservativo a forma di aspide o ci si rivolge allo psichiatra o si passa allo stratagemma successivo.

In tempi di smartphones cosa c’è di meglio che eccitarsi durante la giornata con uno scambio di immagini piccanti? Peccato che poi, mentre sei a colloquio con i professori di tuo figlio, quel membro eretto ricoperto di panna montata con la maraschina in punta che ti compare sul display, faccia subito pensare all’intervento urgente di un assistente sociale  o che quel paio di tette che si palesano nella mail aziendale non vengano mai scambiate dai colleghi per spam di una campagna a favore dell’allattamento. E di sera, tolti i filtri instagram e  un paio di effetti da photoshop, ti ritrovi a sfogare l’ardore per quei sentieri che conosci come il vialetto di casa e ti domandi se le plastiche immagini della giornata non fossero in realtà rubate dai fotogrammi di Rocco e i suoi fratelli (ovviamente non è l’opera di Visconti, ne l’autobiografia di Casalino e dei suoi amici grillini).

I fedeli peró sanno che c’è sempre una porta della percezione ancora da aprire e decisi a tener in vita la loro passione con il più violento accanimento terapeutico si lanciano nelle voluttà dei club per scambisti, promettendosi che se fatto insieme non sarà mai tradimento. Peccato che lo scambio consista in una accondiscendente cessione della consorte agli astanti, che è eccitante come vedere il gallo diventare cappone.

Indomiti e perseveranti proseguono a liberare le loro fantasie come nemmeno i Fratelli Grimm riuscirono a fare, fino al giorno dove una sveltina con l’istruttore di bodybuilding e un flirt con la commercialista si mostrano  afrodisiaco più potente che fingersi i protagonisti di “Il postino tromba sempre due volte“.

Ahimé tutti i fedeli una volta nella vita smarriscono la strada maestra per finire in quella lastricata di buone intenzioni. L’importante è non imboccare un senso unico.

Barbara Locatelli

La prima pennellata, amanti serlvaggi in pausa pranzo

La seconda pennellata, uomo cannibale donna lama

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