Abbiamo ascoltato il nuovo disco di Bressanelli Il tempo che ci vuole, il 12 marzo sarà presentato al Galilei

Abbiamo ascoltato il nuovo disco di Bressanelli Il tempo che ci vuole, il 12 marzo sarà presentato al Galilei

Avrebbe dovuto essere un disco in solitaria”, ride il cantautore cremasco Gio Bressanelli. Ride perché Il tempo che ci vuole è tutto fuorché un disco in solitaria. Lo conosciamo, sappiamo che un naturale aggregatore. Ed infatti nel disco ci sono una marea di collaborazioni. Amicizie nate per strada. Come quella con la cantante Leslie Abbadini, che era passata in una delle date del Nello Acoustic Club, e che presta la sua suadente voce a Ti porto via, una dolce ballata in cui esordisce cantando:

“Oh marinaio col cappello guardami ti prego portami un anello e guardami ho trovato il mio destino su una barca che ho sognato per perderlo come mai”.

E poi ancora Alberto Caltarella, Antony Panebianco, Nadia Fascina, Matteo Livraga, Kristian Monti e Robert Rothlisberger. Alla faccia del da solo. Ci sono corni, trombe, violini, contrabbassi e assoli di chitarra registrati ai caraibi. Il disco verrà presentato sabato 12 marzo a Romanengo, presso il teatro Galilei, il ricavato della serata sarà devoluto all’associazione La Tartaruga Crema onlus.

La conferenza stampa di presentazione dell’evento è fissata per il 1 marzo presso la sede dell’associazione mentre la prevendita dei biglietti per la serata inizia il 27 febbraio in diversi punti vendita di Crema: Artigiana Pizze via Brescia 88, Chicco la sartoria viale repubblica 34, Angye via XX Settembre 92 ed Eppur quel sogno a Romanengo. L’evento è organizzato in collaborazione con le associazioni Il canto del Cucù, Eppur quel sogno e con il patrocinio del comune di Romanengo. Per info: 3341804890.

Una bella copertina gialla per 11 pezzi. Alcuni li avevamo gia sentiti sui social network che Bressanelli usa sapientemente. Ci sono Consuelo e la ballata La pace cammina (sul Serio) scritta per l’omonima manifestazione. La canzone che da il titolo al lavoro recita:

“Le cose migliori sono rughe spesso vengono da sole segnano il tempo al viso e portano briscole giuste da giocare le cose migliori sono avanzi di cibo freddo di galera ma se mi imbocchi avrò la forza di arrivare fino a sera”,

a sottolineare che la poetica, e la modalità di vita di Bressanelli è sempre più dettata da una lucida casualità di eventi.

Una casualità che l’ha portato in questi anni su decine, per non dire centinaia, di strade diverse. Tra cantautorato e impegno, tra scoperte e riscoperte di luoghi. Da “semplice” cantore di De André all’essere una delle voci più radicate e credibili della musica cremasca.

Emanuele Mandelli

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