A 35 sezioni su 38 metto una maglietta di Johnny Cash (quella con la sua foto più classica) e scendo in piazza. Devo andare a dire a Stefania Bonaldi che le romperemo le palle per altri 5 anni, volentieri. Devo andare a dire a Marco Viviani che avrà l’onore e l’onere di scrivere il primo pezzo di analisi post ballottaggio per Sussurrandom. Devo andare a dire a Emanuele Coti Zelati che in questa campagna elettorale uno come lui mi è sembrato uno dei simpatici.

Le prime persone che incrocio, prima di far partire il video in diretta, sono Jacopo Bassi e Valentina di Gennaro. Saranno entrambe consiglieri comunali. Li abbraccio, con una leggera propensione per uno dei due abbracci. Sono amici entrambe e sono contento per loro.

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Dopo pochi minuti che sono in piazza arriva il riconfermato sindaco. Accompagnata dalla figlia e dal marito, per una volta accetta di farsi vedere, sempre discreto. Sorridente, finalmente, di nero vestita, jeans, sandali alti estivi… arriva a braccia alzate di corsa (la maratona dell’altro giorno? Manco una vescica), chiama un applauso per tutti. “L’abbiamo detto più volte questa vittoria è la vittoria di un gruppo umano”, gli si incrina la voce, “non ho avuto un minuto in cui sono stata lasciata sola”.

Finalmente appare umanizzata, “con noi ha vinto una idea di città. Era impensabile che potesse trionfare una idea di città diversa. La nostra è una città aperta, orgogliosa, di persone serie, per bene, accoglienti. Non siamo degli sbruffoni. Le cose non si improvvisano. Si lavora sodo, con un po’ di umiltà”. Confessa che aveva messo le cose nei cartoni, stile fallimento americano. Oggi li disferà per i prossimi 5 anni.

Sappiamo che abbiamo nelle nostre fila anche elettori del centrodestra che non erano convinti del candidato Zucchi”, l’abbraccio con Antonio Agazzi, che non è in video ma di cui abbiamo le foto, è sintomatico e sincero. Agazzi è stato la voce critica del centro destra per tutta la campagna elettorale e si conferma leader amato dalla gente e a sto punto anche molto cane sciolto, dai Antò torna a fare il mastino del centrodestra che Stefano sta aspettando.

Mentre la Bonaldi finisce di parlare scappa il tappo alla bottiglia di Fabio Ciavarro Bergamaschi, uno di quelli che sarà riconfermato assessore. Li vicino c’è Michele Gennuso, si sa già che assessore lo sarà anche lui. Un sorso di champagne per Stefania (tra parentesi la bottiglia l’ha portata uno dei nostri), per una volta lo chiamiamo come i suoi sostenitori. Poi partono gli abbracci. Vado a portarle il mio messaggio. Saluto la giovane candidata Gaia Manzoni, finalmente la riconosco ogni volta che la vedo, anche lei abbraccia la sindaca (per una volta non scrivo il sindaco).

Ci sono davvero molti giovani in piazza. La foto di Nino Antonaccio con lo sguardo tra la Bonaldi e il mio amico Francesco Pandini, ormai bolognese di adozione ma con le radici piantate nella città giocattolo, è simbolica della serata. “Siamo la Stalingrado d’Italia”, dice qualcuno, visto che anche Sesto San Giovanni e Genova sono andate al centrodestra. Non esageriamo direi io. Magari la Brescello di Guarinesca memoria. Dove trionfano i buoni sentimenti.

Io tra 5 anni, nel 2022, avrò sfondato i 50 anni. Parto con la campagna elettorale per il 2022. Mi candido. Così spacco le palle dall’interno. Vivaaaaa.

Emanuele Mandelli