Agazzi e le folli idee sul Centro Culturale Arabo

Agazzi e le folli idee sul Centro Culturale Arabo

CENTRO CULTURALE ARABO IN ARRIVO: ieri, in Commissione Ambiente, Territorio e Patrimonio, – convocata per esaminare la proposta di Variante parziale al Piano di Governo del Territorio Vigente, comprensivo del Piano delle Attrezzature Religiose – ho riproposto, formalizzandole, due OSSERVAZIONI, senza illudermi che Sindaco, Giunta e Maggioranza abbiano il buon senso di tenerne conto. Eccole:

1) Essendo confermata l’individuazione in Via Milano di una nuova – rispetto al PGT vigente – “area per Servizi e Attrezzature Religiose”, rilevo l’incoerenza nel prevedere una tale possibilità che andrebbe a inserirsi in un contesto sempre più a vocazione e destinazione commerciale, visto che l’Amministrazione medesima mira a un potenziamento di tale tipologia di insediamenti, laddove ammette possibilità pianificatorie di ‘medie strutture di vendita’, prima previste solo in ‘aree di espansione’ e non in ‘aree di complemento’, quale quella di cui trattasi.

Vien da chiedere: come ‘si sposa’ una possibile presenza di ‘Attrezzature Religiose’ in un simile contesto? È ben vero che la porzione di area individuata è praticamente incastonata nella sezione (unica enclave in un tessuto prevalentemente commerciale) avente come destinazione quella a ‘Servizi sportivi, turistico-ricreativi’; anche in questo caso, tuttavia, vien da chiedere quale sia il grado di compatibilità e di reciproca possibilità concreta di coesistenza tra ‘Servizi e Attrezzature Religiose’ e ‘Servizi sportivi, turistico-ricreativi’. Inoltre, resta la domanda di fondo: perché un’individuazione su area pubblica?

2) Rispetto alla prima conferenza – quella tenutasi lo scorso Dicembre – l’Amministrazione individua, inoltre, una seconda nuova – sempre rispetto al PGT vigente – “area per Servizi e Attrezzature Religiose”,…nel parcheggio dell’ex Tribunale, quello che veniva riservato – prima dell’infausto accorpamento a Cremona – agli Avvocati.

Non trovo aggettivo diverso da ‘folle’, ovviamente sul piano politico-amministrativo, per definire tale ‘pensata’. L’area in questione – nel PGT vigente classificata ‘per Attrezzature civico-amministrative’ e che ora si propone di destinare ‘ad Attrezzature Religiose’ – e’, infatti, adiacente al parcheggio dell’Ospedale, notoriamente utilizzato in modo ‘pieno’. Un amministratore di buon senso integrerebbe, secondo me, tali possibilità di parcheggio.

In aggiunta a ciò, colpisce l’insipienza di chi si trova ad avere a disposizione – io continuo a dire purtroppo – un bene, un patrimonio di cui ancora deve definire il reimpiego – dopo averci ipotizzato insediamenti vari,…di Caserme, Aziende… – e comincia a depauperarlo (e’ come avere un appartamento e venderne il box) o ad affiancarvi previsioni insediative che potrebbero condizionare, in termini critici, proprio la riconversione dell’immobile suddetto.

Da ultimo, e non per importanza, faccio notare che l’area di Via Libero Comune individuata per una tale destinazione e’ ricompresa tra il Pacioli di Via Dogali, l’Itis Galilei, una Pizzeria e non dista granché da Sraffa e Liceo Artistico.

La deduzione e’ che si voglia ulteriormente e inopinatamente ‘caricare’ di utenza una zona epicentro di ‘Servizi scolastici’, a marcato transito non solo veicolare ma anche di autobus.
A chi giova?

Antonio Agazzi

Capo Gruppo di 'Servire il cittadino' in Comune a Crema.
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