Alberto Negri, presidente di Spazio Tesla e produttore indipendente, spiega cosa bolle nella pentola del regista Saccomano

Alberto Negri, presidente di Spazio Tesla e produttore indipendente, spiega cosa bolle nella pentola del regista Saccomano

Rivive, a quindici anni dal ritrovamento nel cimitero medievale posto accanto alla fonte di San Cerbone nel Golfo di Baratti, la leggenda della presunta strega, sepolta in maniera molto singolare, accanto ad un’altra donna misteriosa ritrovata con una manciata di dadi nella sua tomba.

Proprio a Baratti e nella rocca di Populonia saranno infatti girate, nel weekend di Ognissanti, le prime scene del film “La strega di Baratti” prodotto dall’associazione Spazio Tesla di Piacenza e diretto da Gianpaolo Saccomano, regista indipendente che ha all’attivo tra gli altri una recentissima tv-fiction sul mostro di Firenze.

Il film racconta, in parallelo temporale, la storia di due donne (una del medioevo e una dei nostri giorni) che si sentono in “risonanza” – connesse, come se esistesse un fil rouge che va al di là del tempo e dello spazio – e ricostruisce la possibile causa della strana sepoltura di questo personaggio femminile, vissuto forse nel XIII secolo e così temuto dalla popolazione da essere addirittura inchiodato e sepolto con una manciata di chiodi nella bocca, a pochi metri da quella che viene chiamata la “donna dei dadi”.

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