Antonio Grassi a tutto campo da don Mauro alla Ribolution passando per la Danone

Antonio Grassi a tutto campo da don Mauro alla Ribolution passando per la Danone

Giornalista (ex caporedattore delle pagine cremasco del quotidiano La Provincia), opinionista, blogger, scrittore e sindaco di Casale Cremasco: con Antonio Grassi abbiamo fatto il punto della situazione su alcune questioni tipicamente cremasche…

Un tuo parere sulla triste parabola discendete di don Mauro Inzoli?

Penso che ogni commento sia superfluo. E’ la parabola di un potente o presunto tale. Non  mi stupisce. Cronaca,  letteratura e cinema sono zeppe di queste storie. Sono, invece,  perplesso sul fatto che si sia focalizzato la maggior parte dell’interesse sul protagonista principale e sugli aspetti giudiziari della vicenda e poco o nulla sulle conseguenze  patite dalle vittime. Se si eccettua la presa di posizione del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi che ha posto la questione, appunto, delle vittime,  però in termini legali, mi pare che pochi si siano interessati al trauma di chi ha subito lo sfregio. Mi sembra importante, invece, sottolineare i riflessi di questa esperienza terribile  sulla vita delle ragazzi coivolti. E’ vero, dal punto di vista mediatico, fà notizia quel che è successo e come sia potuto accadere, ma non dimentichiamo chi ha patito i sorprusi. Una riflessione su questo aspetto sarebbe  opportuna.

Che ne pensi dell’affaire Austro Ungarico – Ribolution Art?

E’ una scelta che rompe gli schemi. E come tutte le scelte  di questo tipo doveva essere preparata. Per dare un giudizio positivo  o negativo sulla manifestazione  è necessario aspettare la conclusione e stilare un bilancio. Definirlo affaire mi pare eccessivo. Di sicuro è buona l’idea di utilizzare lo spazio dell’austroungarico. Ora, che sia questo il modo migliore  di sfruttarlo, è da valutare al termine della manifestazione.

Sei sempre più convinto che l’ospedale di Crema perderà l’autonomia gestionale e qualcosa d’altro in più?

Convintissimo. Ribadisco in toto quello che ho scritto sul mio blog: l’ospedale cittadino  è un malato terminale che, dai politici, viene curato con le parole. Ma, già dieci mesi fa,  avevo sostenuto che il destino dell nostro ospedale sarebbe stato contrassegnato dalla  perdita dell’autonomia amministrativa. L’avevo scritto su La Provincia  del 24 settembre dello scorso anno, precisamente nell’articolo sul convegno Riordino della rete ospedaliera e sinergie con il territorio  che si era tenuto al Pirellone  il giorno precedente e al quale avevo assistito.  Il sommario del pezzo non lasciava dubbi sul futuro della sanità lombrada: gli accorpamenti sono  inevitabili. Ricordo il dibattito che  ne era seguito. Poi,  more solito,  la questione è stata dimenticata. Ora riemerge. Finirà come per il tribunale:  tanti bla bla e qualche comunicato, alcuni proclami di guerra e la conclusione già segnata:  l’ospedale  di Crema perderà la propria autonomia amministrativa.

Più difficile fare il sindaco o il giornalista?

Nel ruolo  di giornalista  è più facile criticare. In quello di sindaco è più facile essere criticato. Comunque è troppo presto perché mi possa sbilanciare.  Sono stato eletto  a fine maggio: sono ancora un apprendista sindaco. Un dato è certo,  l’inizio dell’esperienza di amministratore  pubblico non è stato tra i più favorevoli: dopo pochi giorni dal mio insediamento mi è stata comunicata la chiusura dello stabilimento della Danone.

Un giudizio sulla giunta Bonaldi?

Giudicare un collega mi pare poco corretto. Da giornalista mi permetto di osservare che gode di un’eccessiva esposizione mediatica. Diciamo che Tequila bum bum, come io chiamo  la Bonaldi per la sua determinazione,  nel bicchiere ha messo troppa tequila e poca acqua tonica. Dovrebbero essere al 50 per cento ciascuno. Secondo me la polemica con Gianni Risari non le ha giovato.

E sull’opposizione cremasca?

Fa il proprio lavoro.

Le partecipate sono sempre state uno dei tuoi interessi principali cosa ne pensi adesso che sei all’interno del sistema?

Rimango del mio parere: queste società sono da modificare profondamente e mi chiedo se Scrp , la più importante di esse, l’ammiraglia, sia utile ai sindaci. Mi chiedo se non sia da ripensare: anche questo l’ho scritto sul mio blog. Le ultime vicende relative ad alcune scelte, per carità legittime,  inerenti la preparazione la gara d’appalto per la raccolta e smaltimento dei rifiuti  mi confermano che la necessità di rivedere il ruolo di Scrp.

Stai lavorando a un nuovo libro?

L’ho già impostato.  Si tratta  di un romanzo che vede medicina e tecnologia protagoniste. C’è anche un morto. E’ ambientato in provincia.  Ma sono fermo per studiare da sindaco.

 Stefano Mauri

 

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