Approvata da Fondazione Cariplo la proposta di studio di fattibilità piano integrato cultura tematico

Approvata da Fondazione Cariplo la proposta di studio di fattibilità piano integrato cultura tematico

Nella seduta del 9 aprile 2019 la Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo ha ammesso a finanziamento 17 proposte di studio di fattibilità Piani Integrati Cultura, tra cui quello di Crema Dai Punti alla Rete:  percorsi e processi di innovazione culturale nella comunità verso sviluppo e benessere, con un cofinanziamento di 22mila euro.

 

Entro il 31/12/2019 il gruppo di lavoro coordinato dal Comune di Crema come capofila e composto da tutti gli enti partner e sostenitori dovrà predisporre lo Studio di Fattibilità del PIC “Dai punti alla rete” per candidarsi poi ad accedere ai finanziamenti di Regione Lombardia per la vera e propria realizzazione nel  biennio 2020/2021.

 

CAPOFILA: Comune di Crema

PARTNER

  • Politecnico di Milano
  • OrtOfficine Creative – Associazione Rivolta d’Adda

SOSTENITORI

  • Reindustria Innovazione
  • Provincia di Cremona
  • Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Cremona
  • CulturMedia LegaCoop

RETE DI SUPPPORTO: ENTI/ISTITUZIONI

  • Fare Legami Crema-Rivolta

Parco Adda Sud

 

Obiettivi dello studio di fattibilità

Lo studio di fattibilità ha  l’obiettivo di definire e dettagliare la strategia di sviluppo locale a partire da cultura e innovazione ingaggiando e coordinando i principali stakeholder nella costruzione di un modello di promozione e fruizione del territorio e sperimentando un processo partecipato dalla comunità all’interno di un caso studio pilota per verificarne l’applicabilità su tutto il territorio del Cremasco.

 

L’innovazione è elemento caratterizzante del PIC: patrimonio culturale immateriale intrinseco di una comunità che su questa spinta si costruisce e rinnova. Lo studio di fattibilità pone le sue basi sulla consapevolezza della spinta all’innovazione che contraddistingue persone, imprese e attori dell’area territoriale coinvolta (la zona dell’alto Cremasco compresa tra Crema e Rivolta d’Adda, verso Milano) e che si identifica non solo in un carattere proprio delle persone che la abitano ma anche nelle attività che questi stessi attori mettono in campo. Sappiamo di appartenere ad un territorio fragile poiché frammentato in tanti piccoli comuni e che subisce la forza attrattiva dei grandi centri urbani vicini, primo su tutti la metropoli di Milano, che è indubbiamente un vantaggio ma rischia di generare un rapido declino, dovuto soprattutto all’abbandono dei borghi, non in grado – da soli – di offrire possibilità di crescita, causando un inevitabile degrado del patrimonio costruito e ambientale.

 

“DAI PUNTI ALLA RETE” affronta questa opportunità attraverso la mappatura, l’analisi e la messa a sistema del patrimonio territoriale (tangibile, intangibile, digitale) e delle diffuse progettualità ad alto impatto innovativo per renderle patrimonio consapevole e bene collettivo di un’intera comunità.

La valorizzazione del patrimonio culturale e innovativo attraverso processi di partecipazione della comunità e di allineamento strategico fra gli stakeholder.

Questo obiettivo sarà realizzato da un lato promuovendo l’emersione, il rafforzamento e la riappropriazione di un’identità condivisa e raccontata della comunità stessa e dall’altro coordinando e integrando programmi di sviluppo sinergici del territorio da parte dei soggetti istituzionali ed economici.

L’implementazione a livello sperimentale di progettualità innovative di promozione turistico-culturale di comunità già in essere per farne uno studio pilota accanto alla costruzione, a livello eco-sistemico di area vasta, di un modello di fruizione innovativa e caratterizzante, rispondente ai più recenti trend di mercato (turismo sostenibile ed esperienziale) ampliando pubblici, contenuti e servizi grazie all’ausilio delle nuove tecnologie.

La misurazione, valutare di output, outcome e impatti per sistematizzare lo studio di fattibilità e la sua costruzione in politiche e progetti sostenibili e replicabili sull’intera area cremasca, attraverso i Piani Integrati della Cultura regionali.

 

Strategia

Il progetto di studio di fattibilità comprende le seguenti macro-azioni di studio:

  • analisi degli scenari e del territorio: individuazione dei trend di sviluppo dell’economia della cultura, criticità e punti di forza sul territorio e avvio dell’ingaggio dei partner locali con progressivo ampliamento;
  • definizione di un modello partecipato di valorizzazione culturale, che ponga al centro la riappropriazione dell’identità locale con una spinta verso il nuovo;
  • applicazione del modello e sperimentazione attraverso due progetti pilota, con la partecipazione, da una parte, della comunità e, dall’altra, degli attori economici locali;
  • verso il PIC: validazione dei progetti pilota e loro modellizzazione per uno scaling-up, cioè una loro applicazione diffusa su altre realtà e altri comuni afferenti all’ambito del PIC per concorrere alla creazione di una rete diffusa di punti cospicui.

 

Risultati attesi

La costruzione del PIC prevede un processo partecipativo basato sul coinvolgimento di tutto il tessuto sociale (economico, associativo, pubblico, privato…) strutturato in percorsi di ri-appropriazione e ri-definizione dell’identità e nell’avvio di azioni nuove. Il progetto, inteso come percorso in continua evoluzione, diventa una piattaforma che abilita i processi di sviluppo del territorio grazie alla crescita della consapevolezza e della capacità creativa di cittadini, pubblico, turisti. La scelta di procedere con questa tipologia di co-progettazione, deriva dalla volontà di generare impatti diffusi e sistemici, andando ad incidere non solo sull’economia, ma anche sullo sviluppo sociale e culturale.

 

 

 

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