Archivi cremaschi, quando a Crema si facevano gli scongiuri

Archivi cremaschi, quando a Crema si facevano gli scongiuri

Una perla dagli Archivi storici del cremasco, di cui abbiamo già parlato in occasione di incursioni nella storia dei cognomi cremaschi e dei soprannomi degli abitanti dei paesi. Un documento rarissimo rinvenuto durante il riordino dell’Archivio Benvenuti. Lo storico fondo della famiglia dei conti Benvenuti è stato riordinato nel 2011. Ha addirittura un inventario on-line sul sito degli Archivi del cremasco. Tra le perle rinvenute un antico manoscritto intitolato: Scongiuri ecclesiastici per scacciare i demoni.

Leggiamo come lo descrive il curatore del sito Marco Migliorini:

Un documento tipologicamente insolito, difficilmente reperibile tra le carte degli archivi, in quanto destinato a seguire le sorti del suo possessore, fortunosamente ritrovato in Casa Benvenuti, conservato in un cassettone tra fotografie e suppellettili varie. Nel 1994, quando ebbi la fortuna di poter accedere alle carte dell’archivio per iniziare il riordino della parte cartacea dell’ articolato fondo documentario, ricevetti dal conte dr. Ferrante Benvenuti, le istruzioni per recuperare le chiavi della libreria in cui erano conservati gli atti da sistemare. Aprendo il cassetto di un prezioso mobile lombardo del XVII secolo, balzò immediatamente all’occhio la presenza di un atto membranaceo. Con l’autorizzazione del proprietario esaminai attentamente l’oggetto, annotando quante più informazioni possibili e per non perdere l’occasione riprodussi fotograficamente, con una macchina digitale, le 11 pagine del documento per poter continuare l’analisi in un secondo tempo. Non fu semplice reperire informazioni, ma con pazienza e grazie anche alle preziose informazioni fornite dal curatore dell’Archivio Diocesano di Lodi, scoprii la natura del documento. È noto il timore reverenziale verso le forze maligne che nel Medioevo agitava gli animi delle persone e portava all’istituzione di legati ed Opere Pie. Ogni azione che potesse portare alla salvaguardia dell’anima era tra le priorità di chi poteva permettersi il finanziamento di messe o di iniziative a scopo benefico. Le finalità del documento sono chiaramente descritte nella parte finale della pagina 3: Quicumque hec scriptura super se portaverit vel legerit omnes facture ab eo fugient et opus suum perficiet. Per ottenere benefici era necessario ripetere un’invocazione riportata chiaramente a pagina 11, attraverso la lettura della quale si riusciva a scacciare il maligno. Superstizione? Insicurezza o debolezza umana? Resta il fatto che anche ai giorni nostri in molti si affidano ad amuleti e talismani per proteggersi dai malefici.

 Clicca qui per sfogliare per intero le pagine del manoscritto

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