Argilio Giacomazzi, storia di un uomo qualunque

Argilio Giacomazzi, storia di un uomo qualunque

Bisogna dire che ha un nome strano... “ARGILIO”, pare che l’equivalente greco significhi “alluminio”. Metallo leggero ma resistente, con un aspetto grigio argento, è malleabile, duttile e può essere lavorato facilmente; ha una eccellente resistenza alla corrosione, inoltre non è magnetico, non fa scintille.

Ecco, “non fa scintille” è la caratteristica che mi piace di più…
L'”Argilio” di cui io parlo, in 40 anni scintille non ne ha fatte… li ha trascorsi in mare, facendo ciò che ognuno dovrebbe fare, il proprio dovere.
Senza scintille, senza riflettori, senza puttanelle in plancia, senza valigette da manager, senza arroganza, senza lezioni all’università, senza interviste. Come una persona qualsiasi.

E come in tutte le storie di mare, quelle vere, è stato l’ultimo a lasciare la nave. Quando anche l’ultimo uomo dell’equipaggio è stato tratto in salvo, ha atteso i militari per coordinare con loro le operazioni di rimorchio della nave agonizzante.
Ci sono 10 morti però, e forse dei dispersi.

E di questi il Comandante Argilio Giacomazzi dovrà rispondere.
Sono certa che alla coscienza risponderà col dolore delle perdite, alla Legge risponderà con la ragione dell’Onore, ma mi domando come risponderà agli imbecilli che, a causa di quei morti, lo paragoneranno a Schettino.

Perdoni questo Paese, Comandante. Perché tra qualche mese di Lei non si parlerà più, ma Vigliacco Schettino balzerà agli onori delle cronache per un party o una conferenza… e forse, giusto per restare in tema, quando naufragherà sull’Isola dei Fumosi.
Che il 2015 Le sia più leggero, Comandante.

Cristina Tomedi

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