Ascoltiamo Roberta Schira: la Tortellata torni a essere una e sia inclusiva e nostrana

Ascoltiamo Roberta Schira: la Tortellata torni a essere una e sia inclusiva e nostrana

Roberta Schira, deus ex machina, anima della Confraternita del Tortello Cremasco, Eccellenza nostrana da esportazione e, innanzitutto… critica gastronomica del Corriere della Sera, giornalista, scrittrice, opinionista e gourmet, sì sulla Tortellata ha le idee particolarmente chiare da, udite, udite un anno. Da quando cioè, dal Blog Sussurrandom lanciò l’auspicio che la Tortellata Cremasca sarebbe dovuta ritornare nella sua storica ubicazione in piazza Aldo Moro e, soprattutto doveva tornare a essere una, inclusiva e rigorosamente nostrana.

Ergo, lo storico gruppo Olimpia (con Franco Bozzi che in pratica la Tortellata l’ha inventata), la stessa Confraternita e i Tavolieri della Tavole Cremasche (Tortelli & Tortelli è una loro invenzione), anticipando tempi, bandi e burocrazia, beh farebbero bene a trovare la quadra stipulando un bel accordo ad hoc, magari con la Schira nelle vesti di coordinatrice, garante e madrina, eventualmente mettendo in pista pure Isabella Radaelli, altra penna gastronomica autoctona, il tutto per trovare il sistema di riproporre, il prossimo Ferragosto, una sola entusiasmante, avvolgente Tortellata (inserendo nel menù altre portate tipicamente Made in Crema) Cremasca in piazza Aldo Moro. Intanto, chissà nel frattempo si potrebbe trovare (inoltre) anche una sinergia con una cantina lombarda o emiliana in modo, ecco … “valorizzando” opportunatamente il binomio Tortello – Vino, di allargare ulteriormente i confini del piatto autoctono per eccellenza. No?

Stefano Mauri

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