Beatificare o criminalizzare per fermare il degrado nel calcio non serve

Beatificare o criminalizzare per fermare il degrado nel calcio non serve

Testate, insulti, schiaffi gli arbitri Ora basta : questo il titolo di un articolo interessante, ospitato martedì scorso dall’inserto “Milano e Lombardia” della Gazzetta dello Sport firmato da Filippo Girardi. Quindi la Gazza ci è andata giù pesante, ospitando pure l’intervento del presidente dell’Aia (Associazione italiana arbitri) di Cremona che propone, per affrontare al meglio alcuni brutti episodi accaduti (purtroppo) durante le partite di calcio, la convocazione degli stati generali.

Tra numerose maxi squalifiche, episodi più o meno violenti, degenerazioni varie e proteste esasperate contro talune decisioni arbitrali, effettivamente, tra Crema e Cremona, beh il degrado, in particolare nell’ambito del calcio giovanile, lo fa un poco da padrone; la colpa di questa brutta piega è un po’ di tutti: dai dirigenti, agli allenatori, passando per i genitori, gli addetti ai lavori e gli stessi baby calciatori. Insomma così non va, urge trovare un rimedio a questa brutta situazione senza criminalizzare nessuno, ma nello stesso tempo senza beatificazioni di facciata che profumano di retorica stantia. In particolare nel football giovanile, anziché esasperare con la tattica e il culto della vittoria bisognerebbe spiegare i fondamentali tecnici di base e soprattutto si dovrebbe spiegare che il calcio è un giuoco con regole e decisioni da rispettare e da giocare col sorriso sereno sulle labbra.

Stefano Mauri

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