C……ERAVAMO … Ah com’era bella e romantica la serie C degli anni Ottanta, allorquando giocava “Maradonelli”

C……ERAVAMO … Ah com’era bella e romantica la serie C degli anni Ottanta, allorquando giocava “Maradonelli”

Il 31 dicembre 1988 a Crema non c’era posto per il romanticismo d’una passeggiata mano nella mano dell’amata, il freddo e la nebbia in quel periodo smorzano i sentimenti e costringono i cuori della pianura a restare davanti ad un camino rimirando magari la bianca neve che tutto copre in un silenzio surreale.

All’uomo però non bastano solo una fiamma ed una mano per scaldare il cuore, ci vuole anche quella sfera a scacchi che rotola come impazzita alla mercé di ventidue individui sospinti da grida, imprecazioni e gesta quasi inspiegabili a chi è alieno di questo particolare mondo. ..il football!

Era un’epoca in cui l’elettronica non aveva ancora devastato le umane menti ed il progresso non era financo riuscito a concepire quegli inferni mascherati detti centri commerciali, così la Domenica succedeva che i fidanzati, mariti o semplici compagni deludevano la principessa di turno al motto “Non si riesce a spiegare a chi non vuol capire che non c’è un solo amore!” di Pozzettiana memoria; pranzo frugale e veloce, berretto in testa, sciarpa, giacca e via allo stadio cittadino fosse A, B oppure Interregionale; gli stadi straboccavano di gente e un Pergocrema-Ravenna calamitava attenzioni ad oggi impensabili. Invero ci sarebbe da aggiungere la qualità di un calcio più alla portata della gente e non stritolato dalle assurde regole che lo stanno portando allo sfascio, allora giocava chi davvero poteva permetterselo tecnicamente e fisicamente parlando, non si doveva fare i conti con età, obblighi dall’alto di chi oggi può ricattare finanziariamente e tutte quelle robe lì.

Pergocrema e Ravenna potevano schierare in campo gente come Bianchessi e Cesidio Oddi tra i pali, il primo disputerà quasi tre lustri di C divisi tra Pergocrema, Siracusa, Solbiatese e Lumezzane, il secondo in B a Palermo,Cava de’ Tirreni e Cremona ed autore di una doppietta (2rigori) al Cagliari quando indossava la maglia della Nocerina; inoltre i lombardi vantavano in formazione Putelli in panchina (buon attaccante poi in B a Padova), un giovane Mangone in difesa (arriverà in A nel Bari di Protti e Tovalieri), il prodotto lariano Colnaghi con trottolino Groppi (scuola Inter) coadiuvati dal vecchio De Giorgis (Sampdoria e Catanzaro in A) a metà campo e l’ ariete per antonomasia Sua Maestà Dario Hübner a insaccare palloni nelle reti avversarie. Con Oddi i giallorossi romagnoli presentavano Cassia (in B a Licata), quel Budellacci idolo di un Francavilla da C1 ed in B a Cesena nei primi ’80 e la vecchia promessa interista Marmaglio (in B vittorioso a Verona), niente male per una gara di C2 tra due compagini che pareggiano quel giorno 1-1 facendo un piccolo passo verso una tranquillità che vorrà dire nono posto per il Ravenna e tredicesimo per il Pergocrema. Ma in quel girone c’erano squadre, giocatori e persone vere, Chievo e Carpi che salirono i C1 schieravano i vari Cossato, Fiorio, Folli (i veronesi), Aguzzoli, Albinelli, Caramel (gli emiliani); a Legnano c’erano Rovellini e Murgita; il Forlì presentava Arrigoni e Mollica ed il Varese rispondeva con Tatti e Melosi; gli azzurri di Novara contavano su Chiarenza, Ciccio Marescalco e Campioli, il Treviso su De Biasi, Seno e Zanuttig; l’ Orceana disponeva delle mani di Nello Malizia e dei piedi di Mario Donelli (Maradonelli come soprannome è un buon biglietto da visita..); il Telgate di Savoldi puntava su Mosele e Seveso e l’Ospitaletto su un giovane Strada (ne farà…) con in porta Gamberini….

Decisamente la tecnologia ha impoverito il calcio di provincia, sicuramente la colpa è anche del tifoso pigro o da poltrona, il freddo, la passeggiata mano nella mano e una fiammella forse agli uomini d’oggi bastano per stare a casa ma i nomi sopracitati innescano una maledetta nostalgia e rendono spontanea una domanda :

” Siamo sicuri che le regole dei giovani e le squadre B siano il futuro del football? “

Così postarono, nei giorni scorsi via social, I gestori della pagina Volti e risvolti del calcio chef u. E dai un pochino, da quando Mario Donelli detto Maradonelli non giuoca più, la domenica è meno domenica. No?

Stefano Mauri

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