Cabini tra il nuovo Adi Design Museum e il recupero del Mercato AustroUngarico

Cabini tra il nuovo Adi Design Museum e il recupero del Mercato AustroUngarico

Imprenditore illuminato (l’ICAS, l’azienda di famiglia è leader nella progettazione e costruzione di cassetti e componenti arredamento farmacie-  aziende – negozi), appassionato d’arte e cultura, ex presidente della Fondazione San Domenico (grazie a lui il teatro di Crema si è aperto alla musica pop e all’arte) e dell’Associazione Industriali di Cremona, ma soprattutto generoso mecenate e, attuale presidente della Fondazione Adi Collezione Compasso d’Oro, Umberto Cabini è persona impegnata e sempre sul pezzo. Volentieri col dottor Umberto, Eccellenza Cremasca da esportazione, siamo tornati a scambiare quattro chiacchiere …

Quindi a Milano,l’Adi Design Museum è praticamente quasi pronto, no?

Sì, quello che diventerà il nuovo centro internazionale per il Design, un punto di riferimento per tutte le attività creative, produttive, economiche, professionali e sociali legate al design è praticamente pronto. In pratica avremo 3000 metri quadrati, spazi modernissimi, interattivi e aperti al futuro riservarti alle aree espositive, insomma … diventerà uno dei grandi musei d’Europa dedicati al design, oltre duemila i pezzi esposti per un’expo permanente, ma viva, in continua evoluzione attraverso periodiche, nuove acquisizioni e con gli stessi oggetti esposti aperti al pubblico con filmati, foto, disegni, spiegazioni legate alle varie aziende da cui provengono.

Com’è il rapporto col sindaco di Milano Giuseppe Sala?

Ottimo, come quello col presidente della Regione Lombardia Fontana. Il comune ci è stato molto vicino nel complesso, denso, importante progetto di riqualificazione che ha portato alla costruzione dell’Adi Design Museum, centro internazionale pensato anche per le scuole affinché gli studenti su abituino alla bellezza. Contiamo di aprirlo totalmente al pubblico entro la fine di giugno.

A proposito: a che punto è il disegno, finanziato da te, lanciato sotto la forma di alternanza scuola – lavoro, con l’Istituto Pacioli, volto al recupero dell’Austroungarico a Crema?

Mah non conosco i dettagli, ma a quanto ne so, recentissimamente  sarebbero emersi intoppi provenienti dalla Sovrintendenza alla Belle Arti. Sembra proprio che non si riesca nell’intento, bene inteso utilizzando sistemi poco impattanti che non rovinino la struttura dell’opera, a recuperare l’ex Mercato in oggetto. Ed è un vero peccato. Bisognerebbe forse osare di più e smetterla di pensare soltanto a piazza Duomo. Piazza Trento e Trieste chiusa al traffico, con l’Austroungarico riqualificato, trasformato in uno scorcio vitale, da vivere, aprirebbe nuovi scenari per Crema. E’veramente triste comunque che lo storico porticato in oggetto sia abbandonato a se stesso tra scritte sui muri e sulle colonne rovinate dall’incuria e dal passare del tempo, pisciate qua e là, e l’orribile container da mesi là in deposito. No?>

Sabato scorso eri all’incontro, organizzato dal sindaco di Casale Vidolasco Antonio Grassi, con Stefania Bonaldi (sindaca di Crema), promosso per parlare di territorio e del suo futuro…

E’ un bene sia stato proposto quest’evento per iniziare a parlare di future pianificazioni territoriali. Del resto, da presidente dell’Associazione Industriali fui felicissimo dell’avvento, in sinergia con lo Studio Ambrosetti, del cosiddetto Masterplan 3 C. Per svoltare, che Crema e il Cremasco non devono perdere ulteriori  opportunità, servono unità d’intenti, strade degne di tali nomi, una ferrovia moderna, snella e funzionante, una visione proiettata nel lungo periodo e finalmente un dialogo proficuo con Cremona e il Cremonese.

Ti ricandiderai alla guida della Fondazione Adi Compasso d’Oro?

Sono in scadenza, forse è prematuro abbozzare ora tali discorsi, ma sì, penso di riproporre la mia ricandidatura.

stefano mauri

 

 

 

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