Martedì 19 marzo lo scrittore Fulvio Ervas presenta il suo nuovo romanzo ‘C’era il mare’, Marcos y Marcos, all’Università per la terza eta di Crema, al polo didattico di via Bramante, inizio ore 14,15, ingresso libero. Organizzano il Caffè Letterario e la libreria La Storia di Crema, conversazione con Paolo Gualandris.

Tre cadaveri per l’ispettore Stuck tra stravaganti sognatori e spietati assassini

Dopo la ‘trasferta’ sul grande schermo, l’ispettore Stucky torna nel suo ambiente naturale: un libro. Nella pellicola ‘Finché c’è prosecco c’è speranza’ (con regia di Antonio Padovan), l’ispettore aveva il ‘physique du rol’ di Giuseppe Battiston. Il poliziotto del nordest creato da Fulvio Ervas è rimasto per molti mesi nelle sale cinematografiche di tutt’Italia (non disdegnando gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone, la Francia, la Spagna e la Polonia) ed è ritornato nelle librerie. Ora, dalle dolci colline del prosecco l’ispettore Stucky, protagonista di una serie poliziesca giunta all’ottavo romanzo, capitombola tra Treviso e Marghera, tra la bella città d’acqua e una delle capitali dell’industrializzazione.
‘C’era il mare’ è il nuovo episodio della serie e già nel titolo si allude al presunto toponimo di Marghera, visionario progetto industriale sorto tra le barene della terraferma, giusto in faccia alla splendida e sofferente Venezia.
Perché il materiale narrativo di ‘C’era il mare’ ruota proprio attorno ad un compleanno speciale: Porto Marghera compie cento anni. E si vedono tutti: gli acciacchi, i fallimenti, le ferite al territorio e alla salute. Ma anche progetti, idee, nuove prospettive.
Stucky è chiamato ad indagare su alcune morti, personaggi sospesi tra un mondo che sta tramontando e uno che tarda a crescere. Affiancato dall’agente Luana Bertelli, una bella mora del commissariato di Marghera, una poliziotta tosta che la sera va al poligono e, insegna alle donne a sparare, Stucky incontrerà il consueto campionario di stravaganti, ironici e sognatori. Ma anche assassini spietati. «Tutti giunti a raccontarci, come in una sorta di riassunto dei romanzi precedenti, che la cosa fondamentale è saper coniugare una visione del futuro con il rispetto del territorio. Che il futuro è un territorio che resiste e non si sbriciola. Come, tristemente e dolorosamente, ci ricorda la cronaca di queste giornate di acqua e terra che frana», sottolinea Ervas. Per questo, nei romanzi dell’autore, dietro alla sagoma dell’ispettore Stucky, c’è quella assai più profonda di una terra da amare e rispettare. Anche tra cantieri navali e petrolchimico: anche a Porto Marghera, che in dialetto significa «c’era il mare».
Dopo ‘Finché c’è prosecco c’è speranza’ sul grande scherno arriverà un altro film tratto da un libro di Ervas, probabilmente quello più noto al grande pubblico, ‘Se ti abbraccio non aver paura’. Lo dirigerà Gabriele Salvatores e sarà interpretato da Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino.

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