Carletto figliol prodigo è tornato all’ovile azzurro, uccidete il vitello grasso

Carletto figliol prodigo è tornato all’ovile azzurro, uccidete il vitello grasso

“Portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei sandali ai piedi. Portate fuori il vitello ingrassato e ammazzatelo; mangiamo e rallegriamoci, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.
La grande famiglia azzurra ha oggi riabbracciato il figliol prodigo.
La gioia ha riempito i cuori degli elettori che non vedevan l’ora (i cremaschi soprattutto) di ritrovare  il rotondo consigliere nelle prossime liste regionali.

Gaudio e tripudio, felicità ai massimi livelli
pensando che lo scorso giro andò in quel che fu “il Pirelli”
grazie ai voti dei tortelli.

Nulla fece, si sprecò la mano
per far aver Cremona la vicinanza a Milano.
Il treno veloce e pieno d’attenzione
correva diritto passando da Pizzighettone.
Ed ora che il gruppo si è riunito, all’appello manca solo il maestro,
il sindaco che nell’impresa del tortello più d’ogni altro è stato lesto.

Ci, cielle e speriam di non dover mai veder le celle.
Ma in questo giro di giostra,
colei che gongola è la dama che non vorremmo più nostra.

L’elettore oramai annoiato, a veder che questi vanno, tornano e comandano, è sempre più staccato.
Non ci si lamenti se i voti latitano, non si pensi che anche il più paziente dei cinesi alla fine non possa armarsi di propria lancia e lasciar il carro trasbordante di boria ed approdar la dove la coerenza e la speranza accendono ancora la luce infondo ad una stanza.

Madama Lucrezia

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