Carnevale senza oche, scelta sensata o assurdo estremismo animalista?

Carnevale senza oche, scelta sensata o assurdo estremismo animalista?

Spesso il vocabolario è illuminante. La definizione di estremista recita: chi assolutizza un concetto, una dottrina; in particolare in politica, chi ha una posizione favorevole a idee e misure estreme e radicali. Basterebbe e avanzerebbe questa definizione per spiegare il caso oche al Gran Carnevale cremasco.

A Natale a Scannabue il tradizionale presepe con gli animali vivi era saltato a causa delle pressioni animaliste. E va bene, ci può stare, a dicembre fa freddo e gl animali stanno un mese nei recinti stretti, di solito nelle aziende agricole invece stanno al caldo e liberi di scorrazzare. Non si era detto nulla.

Ma un paio di giorni fa leggiamo sulla prima pagina del quotidiano La Provincia, vince il ricatto animalista carnevale senza oche. Ovvero la nostra maschera, il Gaget col so Uchet, che tradizionalmente sfila con un oca viva, sarà con una tristissima oca di cartapesta.

Martin Luther King, noto estremista statunitense, diceva: “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”, nelle forme di estremismo invece il soggetto si arroga il diritto di imporre la sua visione di libertà a tutti, e di imposizioni di libertà forzate nella storia (anche recente) ne abbiamo viste decine.

Non voglio certo infilarmi nella cronaca contemporanea. Preferisco rimanere nella citazioni classiche. In uno dei capolavori letterari del ‘900, quel 1984 di George Orwell, si racconta che sulla facciata del Ministero della Verità compaiono tra slogan. Il più efficace è Freedom is slavery, ovvero la libertà è schiavitù, ma stando al bipensiero del partito può essere espresso anche al contrario, ovvero la schiavitù è libertà.

Il Grande Fratello Orwelliano è quindi la più alta figura di estremismta della letteratura. Riesce ad imporre tramite i media la sia visuale di libertà, facendo risultare la libertà di arbitrio che ogni essere umano dovrebbe avere solo un inutile orpello che crea schiavitù.

E il libero arbitrio e la libertà di pensiero li predica nientemeno che la Bibbia, sin dal versetto ventisei del capitolo 1 della Genesi il libro sacro di due religioni monoteiste su tre prefigura la libertà di pensiero dell’uomo come punto focale della sua esistenza.

Direte, minchia come stai volando alto di citazioni per una faccenda piccola piccola. In realtà non lo è. Si parte dalle piccole imposizioni per arrivare alla dittature (reali o di pensiero). Quest’anno il gaget sfila senza oca, il prossimo anno facciamo dei dolci di carnevale senza uova ma di natura vegana, tra dieci anni farsi un panino con il prosciutto potrebbe essere illegale.

Ho tanti amici che si sono buttati nel veganesimo, o nella difesa dell’animale come essere alla pari dell’uomo. Non li critico. Io non sono un estremista. Amo la cucina onnivora, non disdegno quella vegana o vegetariana, non mi sono mai permesso di trattare male un animale, ma mi piace il pollo allo spiedo. Sono una contraddizione vivente? Credo di no. Sono una persona di buonsenso? Credo di si.

Lo era forse meno, ad esempio, il folle sacerdote della luce morto per purificarsi con un digiuno infinito nei giorni scorsi no? Ma forse sto polemizzando troppo.

E allora vorrei tanto che gli amici che impersonano la nostra maschera al carnevale possano sfilare con le loro oche vive, che trattano benissimo, che fanno accarezzare ai bambini, che sono tutto tranne che spaventate in quelle giornate di festa. E gli amici animalisti pensino a cose più serie (per insulti sussurrandom.crema@gmail.com)

Bruno Mattei

 

 

 

(Visited 31 times, 6 visits today)