CAsale Cremasco, sindaco e consiglieri comunali non voteranno per il presidente della provincia

CAsale Cremasco, sindaco e consiglieri comunali non voteranno per il presidente della provincia

Il sindaco e tutti  i consiglieri  comunali di Casale Cremasco e Vidolasco comunicano che non parteciperanno all’elezione del presidente della provincia  di Cremona in programma il prossimo 23 novembre. Elezione e resasi necessaria perche la consultazione del 24 agosto scorso aveva visto vincitore un candidato poi rivelatosi ineleggibile.

Inoltre, comunicano l’intenzione di procedere alla raccolta firme di sindaci e consiglieri comunali, da consegnare ai parlamentari locali per riportare le elezioni provinciali  di competenza di tutti i cittadini.

Siffatte decisioni vengono comunicate ed illustrate nella seduta consiliare di venerdì 25 ottobre.

 

Non andremo a votare perché quanto è avvenuto nelle settimane scorse  ci ha convinto che il nostro voto è inutile e serve solo a legittimare  scelte   imposte dai partiti politici   con accordi nei quali è difficile  intravedere una logica   legata al bene comune.   Scelte sulle quali non potremmo, comunque, incidere.

I protagonisti di questi accordi   non solo li hanno concordati e stipulati senza un minimo di confronto e partecipazione con gli elettori, ma non sono nemmeno stati in grado di verificare  se uno dei due  candidati proposti  – appunto quello vincente – fosse eleggibile o meno.  La  conseguenza è stata  una nuova  chiamata alle urne con spreco di risorse pubbliche, perdita di credibilità delle istituzioni  e inserimento dell’accaduto tra le  figure barbine o, se si vuol fare i filosofi,  scatologiche.

A peggiorare la situazione e a convincerci  di  prendere la decisione  del non votare  è stato il modo con il quale è stata gestita  la vicenda dopo  la scoperta della ineleggibilità del  candidato vincente.

Siamo ancora  allibiti e sconcertati dal balletto di interpretazioni  giuridiche, spesso contraddittorie tra loro, per scegliere  le azioni da intraprendere e porre rimedio a quanto accaduto.

In seguito a questi avvenimenti sono state presentate due richieste di intervento giurisdizionale: uno alla magistratura ordinaria  ed uno  al tribunale amministrativo regionale.

Non entriamo nel merito del contenuto degli interventi richiesti.  Sovviene, tuttavia, l’obbligo di evidenziare  che, per il primo intervento giurisdizionale, l’udienza sarà celebrata il 12 dicembre.  Ora,  poiché la data dell’udienza era stata fissata prima che fosse stabilito il giorno delle nuove elezioni, ci chiediamo il motivo per il quale  non si sia aspettata la sentenza del giudice per indire la nuova consultazione.

Ultimo, ma non ultimo, il risultato dell’elezione viene stabilito attraverso il voto ponderato, calcolato  con  parametri e coefficienti previsti dall’allegato A della legge 56/2014 (la famosa legge del Rio).  Cosa significa?

Semplice. Non vale il principio una testa, un voto, ma quello della rappresentatività: il voto dell’elettore varia in base  al numero degli abitanti del Comune che  rappresenta.  Più è grande il Comune, più il voto vale.

Per essere chiari, nel caso specifico della elezione del presidente della Provincia di Cremona, il voto di un sindaco o di consigliere di un Comune fino  3 mila  abitanti vale 34. Per quelli  dei Comuni fino ai 5 mila  vale 80. Per quelli   fino 10 mila  vale 160. Per quelli  fino a 3o mila vale 250. Per quelli  oltre i 30 mila (Crema e Cremona)  vale 494.

Se la matematica non è un opinione i nostri undici voti valgono 374, meno di q1unto raccoglie un singolo consigliere di Crema o Cremona. Nella stessa situazione si trovano tutti Comuni della provincia sotto i 3 mila abitanti.

E’ evidente che nella nostra realtà provinciale la capacità dei piccoli Comuni di incidere sul risultato della elezione è praticamente nulla.

Non bastasse ciò, a rendere il risultato ancor più scontato contribuisce il fatto che votano solo sindaci e consiglieri comunali, i quali, al di là del mito delle liste civiche, sono quasi tutti schierati politicamente, soprattutto nei comuni  maggiori, quelli che per il meccanismo sopra descritto, sono di fatto determinanti per l’elezione. Ne consegue  che il risultato è in gran parte già scritto a priori e favorisce accordi  tra partiti e probabilmente anche spartizioni di  posti, prassi legittima, ma che non condividiamo.

Queste riflessioni ci spingono non solo a non partecipare alla elezione del prossimo 23 novembre, ma anche  a proporre una raccolta di firme tra sindaci e consiglieri comunali del territorio affinché le elezioni provinciali ritornino ad essere di competenza  di tutti i cittadini. Ad essere, in ultima analisi, più democratiche.

Pertanto:

  1. Comunichiamo che non parteciperemo alle votazioni per l’elezione del Presidente della Provincia.
  2. Comunichiamo che procederemo ad una raccolta di firme, tra sindaci e consiglieri comunali, da consegnare ai parlamentari locali perché si facciano promotori di iniziative affinché le elezioni provinciali ritornino nella piena titolarità dell’unico soggetto competente in materia dal punto di vista politico ed istituzionale: il corpo elettorale

 

Confidiamo ed auspichiamo che la nostra presa di posizione sia di stimolo per un franco e costruttivo dibattito sull’argomento tra le forze politiche del territorio e tra tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’ente provincia.

 

 

Antonio Grassi                      sindaco

Massimiliano Riboni           vicesindaco

Luigi Ambrosini                   consigliere

Ennio Bignamini                  consigliere

Enemesio Boschiroli           consigliere

Antonio Bisleri                     consigliere

Plinio Costenaro                   consigliere

Luca Neotti                            consigliere

Zaverio  Lucini                      consigliere

Ulderico Parisi                      consigliere

Veronica Rozza                     consigliere

 

 

 

Casale Cremasco Vidolasco 25 ottobre 2019

 

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