Caso Iori, parla la moglie: mio marito è innocente, anche io e i miei figli vittime della tragedia

Caso Iori, parla la moglie: mio marito è innocente, anche io e i miei figli vittime della tragedia

Nei giorni scorsi, all’interno del carcere di Pavia dove è rinchiuso, il dottor Maurizio Iori ha compiuto gli anni, ma non c’è nulla da festeggiare: recentemente la Corte d’appello di Brescia gli ha confermato l’ergastolo per avere ucciso, simulando secondo gli inquirenti il doppio suicidio, l’ex compagna Claudia Ornesi e la figlioletta Livia nel luglio 2011.

Da qualche anno, grazie all’indispensabile aiuto della moglie Laura Arcaini, il noto oculista cremasco cura una pagina Facebook (social forum assai popolare); recentemente, per tornare a gridare a gran voce la propria innocenza (per la cronaca comunque si è sempre professato tale) sul socialpop, agganciandosi all’altra tragedia di Brembate di Sopra della povera Yara Gambirasio, Iori parla con perizia (da scienziato) e frequenza di Dna. Per provare a capirne di più abbiamo scambiato due parole con la signora Laura.

E’ dunque lei la fondamentale ambasciatrice che consente a Maurizio Iori di dialogare, pur indirettamente in rete?

Esatto lui scrive, ultimamente è particolarmente analitico, poi passa a me le sue carte e io mette tutto in rete. Presto pubblicherò altre cose interessantissime. Provvedo inoltre a stampare i vari messaggi, compresi quelli privati e glieli porto.

Va spesso a trovarlo in prigione?

Quando era a Cremona una volta la settimana, ora a Pavia, lavorando, la frequenza è inferiore, ma non gli faccio mancare il mio appoggio.

Come sta il dottor Iori?

Lui è forte, cerca di tirare avanti, nonostante il nostro dramma per amore dei figli, ma adesso lo vedo male, sono preoccupata, ho paura.

Lei da sempre è convinta della sua innocenza, lontano da occhi indiscreti le ha mai chiesto qualcosa in merito alla tragedia di quel maledetto 21 luglio 2011?

Non ho bisogno di chiedergli nulla, conosco mio marito,  sono certa della sua totale estraneità ai fatti, lui non farebbe del male a nessuno, per fare ciò che è stato fatto in quell’appartamento di via Dogali bisogna essere pazzi, lui non lo è. Occorre cercare la verità altrove.

Suo marito cosa fa in carcere?

Quando era a Cremona ha scoperto la sua vena artistica e dipingeva disegni su magliette ha scritto pure un libro, è qui a casa con me, vedremo cosa farne. Ora a Pavia legge e scrive.

Torniamo a Facebook dove, continuamente posta, attraverso lei, post che parlano di Dna…

Tutti i risultati scientifici – analitici arrivarono dopo il suo arresto, lo ribadisco per l’ennesima volta: la verità va ricercata altrove e non passa soltanto per i pettegolezzi, perché non si prendono in considerazione ulteriori piste? Mio marito è innocente, confidiamo nella Cassazione, ma io e i miei figli, vittime di questa situazione porteremo per sempre le cicatrici di questa tragedia.

I vostri ultimi post riportano continuamente agli esiti scientifici del materiale repertato…

Sui vari resti e reperti trovati nella casa di via Dogali c’era il Dna della signora Ornesi e lo dicono tutte le perizie, esami tra l’altro eseguiti dagli stessi periti impegnati ora anche nel caso Bossetti (il bergamasco sospettato di avere rapito e ucciso Yara Gambirasio, ndr). Questo aspetto è di fondamentale importanza. 

Stefano Mauri

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