Chef Stefano Fagioli omaggia la memoria del grande Gianni Bolzoni del Fulmine. Chapeau Gianni ci manca già un sacco

Stanotte (mercoledì scorso 18 marzo) è mancato Gianni Bolzoni della Trattoria del Fulmine in quel di Trescore Cremasco. Se ne è andato un grande riferimento della cucina Cremasca e non solo. Il 23 ottobre scorso io e Federica siamo andati a cena da lui. Accoglienza garbata come sempre, un sorriso e “alura come và il lavoro?” .
Due chiacchiere al bancone con un flute di champagne e poi via nella sala. Ci accomodiamo e dopo qualche minuto arriva con delle polpette e , sfregandosi le mani come facevano i salumieri di una volta, ci chiede cosa volessimo mangiare.
Io gli dico “Gianni al sò mia dimel tè cusa ghè da mangià ” ( scusate se non scrivo bene in dialetto ma penso di rendere l’idea). Quindi via di culatello di 36 mesi con del parmigiano stagionato con sopra delle gocce di aceto balsamico.
” Cosa bevi Stefano?” …Mah Gianni fai tu. ” Allora ti faccio assaggiare una barbera di un piccolo produttore piemontese”.
Ravioli d’anatra per Federica e tagliolini al tartufo bianco per me.Capretto al forno e l’immancabile scaloppa di fegato grasso d’oca. Federica prende un dolce che non ricordo e io gli dico ” guarda Gianni quasi quasi al posto del dolce io prendo ancora un piatto di tagliolini. Sorride sornione…
Alla fine un saluto alla Clemy e via a casa.
Io ho iniziato il mio percorso nel 1985 e ai tempi lui e Franco Colombani del Sole di Maleo erano degli esempi da seguire per me.Insieme ad altri facevano parte dell’associazione “Linea Italia in Cucina” ‘associazione di ristoratori che nel 1980 si era contrapposta culturalmente al movimento della Nouvelle Cuisine. Memorabili le merende dal lui con gli amici ristoratori delle Tavole Cremasche..
Vai Gianni stappa una bella bottiglia di Barolo e guardaci dall’alto.

Così postava nei giorni scorsi, sulla sua pagina Facebook, lo chef Stefano Fagioli.

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