Chi deve far viaggiare i treni in Lombardia? La risposta del Consigliere Regionale Marco Degli Angeli

Chi deve far viaggiare i treni in Lombardia? La risposta del Consigliere Regionale Marco Degli Angeli

A margine di una recente Foto Notizia dedicata alla riqualificazione della Stazione di Crema, pur non avendo la padronanza degli unici, inimitabili Antonio Agazzi e Manuel Draghetti, ricevo e pubblico dal militante leghista Marco Cristiani:

Se lo stato centrale, gestito dai suoi amici del PD, concedesse l’autonomia a Regione Lombardia o semplicemente facesse la sua parte con il 50% che detiene Trenord, racconteremo tutta un’altra storia. Lo scriva e ricordi agli amici del PD che Regione Lombardia ha investito 1,6 Miliardi di euro per rinnovare il materiale rotabile. Anche questo se l’era dimenticato? Siete faziosi quando indisponenti!

Quindi, consiglieri regionali Marco Degli Angeli, Matteo Piloni: ma perché il Governo (GialloRosso: quindi riguarda voi “Dem” e “Pentastellati”) non concede l’autonomia alla Lombardia affinché arrivino finalmente anche treni degni di tale nome sulla tratta Cremona – Crema – Treviglio e poi Milano?

Ecco in merito, la gentile precisazione del Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Marco Degli Angeli:

Vorrei prima di tutto ricordare attraverso le loro parole il modo in cui i leghisti gestiscono le società regionali, che sono un patrimonio dei lombardi e non una succursale di via Bellerio. A loro non interessa risolvere i problemi dei pendolari. Gli importa solo poter ottenere più voti e piazzare i soliti noti nei cda.

Ecco il dialogo riportato dalla stampa, tra Grimoldi e Anelli (pezzi da 90 della. Lega), mai smentito.

Grimoldi:“Sì, ma anche perché da quanti anni è, è da quando c’era Maroni che continuiamo a raccontare: ‘Arriva il treno, arriva il treno’. Aspettiamo che arriva il treno e facciamo festone con i fuochi d’artificio! Scusami, poi ti lascio…”.

A questo punto una voce non riconoscibile dice: “Una contro-campagna . . . ”.

Interviene di nuovo Grimoldi: “Prima delle elezioni regionali arrivano ’sti cavolo di treni nuovi? Gibelli continua a dire…”.

Grimoldi: “Allora! Allora! Secondo me, ne parlavamo venerdì, abbiamo fatto la riunione per le infrastrutture eccetera… C’era anche Gibelli…Invece che iniziare a mettere un treno qua, un treno là, bisognerebbe mettere appena arrivano i treni: qual è la linea…”.

Una voce non riconoscibile aggiunge: “…più sfigata?”.

Grimoldi: “Più frequentata, non più sfigata… Non la più… Non me ne frega un cazzo! Qual è quella con il maggior numero di utenti? Ecco, allora, prendi cinque treni, appena arrivano i primi cinque, e li metti tutti su quella linea dove c’è… che ne so… 300 mila pendolari. Basta! Quando arrivano i treni, il Pd può fare tutti i convegni che vuole… Basta. Dopo di che Gibelli (leghista messo a capo di FNM) spero che telefoni tutti i giorni là dove stanno facendo i treni per sincerarsi che la condizione sia…”.

Se questi sono gli stessi che vorrebbero gestire da soli il trasporto lombardo, che Dio ce ne scampi…. Ma facciamo un passo indietro. Chi ha voluto trenord????

Ah che bei tempi quelli in cui Formigoni salutava la nascita di Trenord come la «prima operazione di federalismo ferroviario» e la etichettava, tronfio e festante, insieme agli amici leghisti come

“un matrimonio d’interesse, l’interesse del pendolare e del viaggiatore lombardo, che avrebbe migliorato ancora di più il servizio ferroviario regionale.

Forse qualcosa non ha funzionato.

I dati e l’esperienza quotidiana parlano chiaro, crollo dei livelli di puntualità e soppressioni dei treni che rimangono elevatissimi. Per non parlare delle pessime condizioni di viaggio, con molti passeggeri costretti a rimanere in piedi per chilometri – e non solo nelle ore di punta.

Il tutto mentre l’azienda dà lavoro a un dirigente su 153 ferrovieri (28 manager e 150 quadri su un totale di 4,3mila addetti).

Parliamo di costi:

Il costo del km/treno di Trenord (circa 20 euro a km) è quasi il doppio del costo per km di Trenitalia nelle altre regioni italiane.

Questa intollerabile situazione è l’esito di un’azienda nata per difendere una posizione di monopolio e impedire che nella più importante regione italiana prendesse avvio, un regime di vera concorrenza nel settore del trasporto ferroviario locale come prevederebbe la prassi europea.

A parte che non ci sono certezze rispetto al fatto che regione Lombardia possa gestire meglio in modo autonomo i servizi (basta vedere l’inefficienza di Lombardia Informatica e di Explora), l’autonomia non c’entra nulla con questa partita.

Va detto per correttezza che Trenitalia, nel 2019 ha finalmente ripreso ad investire in Trenord.

Oltre alla prima tranche di 14 treni di fine 2018 inizio 2019, nella seconda metà del 2019 sono arrivati sulla rete lombarda altri mezzi: i primi 20 sono stati consegnati da Trenitalia tra giugno e dicembre, mentre altri 10 treni di ultima generazione – 5 del modello ‘Rock’ e 5 ‘Pop’ – stanno arrivando in Lombardia a partire da luglio. Altri 5 Pop’, infine, arriveranno nei primi mesi del 2020.

Questi si sommeranno alla quota treni di FNM.

Però diciamocela tutta. I risultati forse li vedremo anche dalle nostre parti quando si smetterà di fare campagna elettorale sulle spalle dei pendolari.

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