Dimmi chi erano i Contezero. Non è una storia facile da raccontare questa. Non è facile da raccontare perché è tutta fatta di ricordi e ci sono zero dati scritti a cui attingere, per cui potrei cadere in errori e contraddizioni. Ma prendetela così come viene. Siamo nei ruggenti anni ’80 della musica cremasca. C’erano un sacco di giovani che cercavano di fare qualcosa. Di inventarsi musicisti. Posti per suonare. Beh pochi. Come adesso, meno di adesso. C’era una cascina occupata in via Brescia, chiamata Villa Anguilla. C’era una città benpensante che come al solito non ci stava a vedere i propri giovani perdere tempo con strumenti e sogni.

Un giorno arrivò la polizia e si porto via un sogno. Il primo e unico sgombero avvenuto a Crema di una casa occupata. Accusa? Si coltiva canapa indiana. Poi era canapa tessile che cresceva spontanea sulle rive del canale. I giornali raccontarono la vicenda con scalpore. Qualcuno difese i giovinastri, era il buon Beppe Bettenzoli che già faceva il consigliere comunale per Dp.

Qualcuno raccontò un paio di anni dopo la vicenda in una canzone, si intitola Via da questo pianeta e ve la proponiamo nella video storia che riprende l’esperimento riuscito che avevamo fatto con i Lix Bolero. Una chicca che è altresì impossibile da sentire in altri luoghi oggi.

Io quella storia l’ho raccontata in un romanzo, Medalllo, scritto 25 anni dopo i fatti. Un romanzo che adesso Sussurrandom proporrà a puntate a partire dalla prossima settimana. Ma questa è un’altra storia. Oggi parliamo dei Contezero.

Era la band di Memmo Gazzoletti, che oggi non c’è più, e credo anche di Chicco Palazzoli. E poi di Ruben Gardella e Luigi Galmozzi e non so di chi altro. Ha prodotto un vinile, che avevo comprato all’epoca. Credo fosse il 1989, di sano hardcore punk. Mi fu usucapito. L’ho ritrovato recentemente in un mercatino dell’usato. Felice.

Godetevi questa canzone. Di musica cremasca degli anni ’80 ne riparleremo presto. Stanno tornando i Chiamata Urgente, il 6 dicembre al Babalula, e non è detto che la prossima estate non si parli di Marterock. Stay tuned.

 

Intanto se volete rileggervi gli articoli dell’epoca scaricatevi i pdf di tre pagine de La Provincia cliccando QUI

Share