Clamoroso a Crema: il dottor Attilio Galmozzi invita il Bocelli pentito nel Granducato

Clamoroso a Crema: il dottor Attilio Galmozzi invita il Bocelli pentito nel Granducato

EGR Sig. Bocelli, anzi caro Andrea
Ho ascoltato il suo video, qui ripreso da Repubblica, durante il quale ha posto le Sue scuse relativamente alle Sue recenti (concordo con Lei, infelici) parole sul Covid. Le confesso che sono rimasto colpito da quelle parole, perché la realtà che noi abbiamo vissuto qui a Crema, e con noi a Lodi, Cremona, Bergamo, Brescia parla un altro linguaggio. Quel dramma è esistito, eccome ahimè.. quel dramma fatto di volti, di storie, di paure lo abbiamo vissuto e mi auguro che nessuno più lo debba ripercorrere. Famiglie intere stroncate da quel maledetto virus, che non è affatto una sigla banale come COVID19, che per settimane intere ha devastato la Lombardia soprattutto. Noi quelle storie ce le porteremo dentro sempre, anche se riviverle spesso evoca in noi sentimenti di angoscia e di rabbia, di paura. Negare quel dramma (e ha dichiarato che non era sua intenzione) è mancare di rispetto non tanto a noi ma a quella gente. Quelle giornate interminabili, che proseguivano nella loro drammaticità anche nelle poche ore di sonno , devono restare vive nella memoria di tutti noi. Non è negare che accellera il percorso di riappropriazione di spazi, relazioni o normalità, anzi: ricordare e farne tesoro resta l’unica arma che abbiamo per dare una degna sepoltura a quelle migliaia di morti. Troppi, per un grande paese come l’Italia e per una grande regione come la Lombardia, troppi davvero. Il nostro concittadino cremasco Beppe Severgnini l’ha invitata qui, a Crema o a Lodi o a Cremona per ascoltare le nostre testimonianze ma soprattutto quelle dei parenti e di chi, come in una guerra – ma senza bombe e baionette- è uscito dalle terapie intensive, dai reparti o da un pronto soccorso, dopo settimane appesi ad un filo. Le storie di chi ha ricevuto una chiamata veloce, ma carica di umana emozione, durante la quale ha appreso della morte di un genitore, o di un figlio o di una figlia; di chi per giorni non ha saputo nulla della moglie o del marito fino a quando è arrivata una telefonata rassicurante, oppure una porta di casa che si apriva restituendo quei pazienti alla loro vita e alla loro storia. Ecco, Andrea, accetti l’invito di Severgnini. Venga ad ascoltare.. noi siamo qui..

Cosi posto’ sulla sua pagina Facebook il dottor Attilio Galmozzi

sm

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