Coordinamento Area Omogenea: su LGH-A2A giusto approfondire, ma non ci fu superficialità

Coordinamento Area Omogenea: su LGH-A2A  giusto approfondire, ma non ci fu superficialità

La delibera di ANAC che contesta la procedura seguita per arrivare alla operazione di partnership industriale LGH A2A, e che giunge a distanza di 20 mesi dalla scelta a suo tempo compiuta, merita certamente attenzione ed approfondimento.

Va peraltro ribadito che siamo consapevoli che  il Territorio, e le patrimoniali socie di LGH, non hanno affrontato quella operazione a cuor leggero e con sprovvedutezza o superficialità. Quella scelta, come più volte ribadito in sede di Scrp, ma anche dallo stesso presidente di A2A prof. Giovanni Valotti, in visita a Crema nella imminenza della operazione, fu sostenuta da studi di fattibilità, autorevoli pareri legali e piani industriali di altissima competenza. Documenti, studi tecnici, valutazioni legali, argomentazioni che puntualmente mettono in luce come l’operazione non si sia configurata come una semplice acquisizione societaria, bensì come un accordo industriale fondato su elementi di “unicità”  del partner, per una serie di elementi peculiarissimi: la contiguità territoriale, la affinità degli asset societari strategici gestiti, i caratteri di esclusività di una  multiutilty lombarda, la condizione di partecipazione maggioritaria da parte di Enti Locali. Tutte  condizioni che rendevano “infungibile”, cioè non sostituibile, il partner scelto.

I due partner, poi, si sono studiati a vicenda. Lgh si è sottoposta a due diligence che ne hanno consentito la “schermografia” da parte di A2A; legittimo chiedersi se una tale ingerenza e profondità di sguardo sul fronte patrimoniale, finanziario, gestionale, strategico, consentita ad A2A per affinare la propria proposta, si sarebbe potuta accordare a tutti gli altri possibili partner, che, in quanto multiutilities,  restano sul mercato potenziali competitor di Lgh.

Le valutazioni circa il vantaggio economico e la valenza industriale dell’operazione sono state favorevoli ed i riscontri successivi lo hanno dimostrato. Uno su tutti il parere dell’Antitrust, che seppure con alcune prescrizioni, cui è stata già data risposta, ha dato il via libera all’operazione.

Oggi Lgh è un gruppo ben organizzato, che gode di buona salute e ha davanti  importanti prospettive di crescita, con grande capacità di investimento: grazie alla partnership con A2A registra innegabili benefici. Tutto questo significa e ha significato alimentare un indotto, dare lavoro alle nostre imprese, a cominciare da Linea Gestioni, che opera nel Cremasco  ma non solo, essa infatti sviluppa la propria azione su moltissimi dei territori dove il gruppo opera.

Giusto, certamente, che alcuni colleghi Sindaci chiedano spiegazioni a SCRP e prospettive future, sebbene le censure di ANAC sulla procedura seguita non travolgano affatto il futuro dell’accordo industriale esistente, tuttavia occorre anche chiedersi quali fossero allora le strategie alternative suggerite, in quanto i dibattiti del tempo non ebbero mai a mettere in luce fondate contrarietà o alternative serie. Certo, oggi, il documento dell’Anac impone di fare chiarezza una volta per tutte sulle procedure da adottare in caso di partnership industriale. In  tal senso auspichiamo una impugnativa del pronunciamento e una difesa delle ragioni che hanno sostenuto l’operazione.

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