Covid19: in Veneto 20mila tamponi al giorno, perchè in Lombardia meno di 4mila?

Covid19: in Veneto 20mila tamponi al giorno, perchè in Lombardia meno di 4mila?

Si può portare fuori il cane e uscire per comprare le sigarette. Ai medici e agli infermieri, così come al personale delle Rsa (strutture lombarde per recupero e degenze più o meno lunghe) e dei centri per disabili, che si muovono liberamente non viene fatto il tampone.

Ma portare fuori il proprio bambino, sotto casa, per fargli fare 2 passi e riacquisire il senso dello spazio (ho un figlio di 3 anni. So cosa significa!) per qualcuno è da delinquenti.

Evitiamo di avvelenare i pozzi e di distrarre dalle cose che vanno fatte, come appunto i tamponi al personale socio sanitario, agli operatori e pazienti delle Rsa e dei centri per disabili, così come rafforzare l’assistenza domiciliare e dotare i medici di base dei dispositivi di protezione.

In Veneto fanno 20mila tamponi al giorno. In Lombardia meno di 4mila. Parliamo di questo!

Martedì scorso 31 marzo si è tenuto il Consiglio Regionale.

Per l’occasione, e a più di 1 mese dall’inizio dell’emergenza, abbiamo presentato una mozione con delle proposte che riteniamo indispensabili per fermare il contagio.

La maggioranza che guida la Regione ci ha detto che non c’è fretta, e che forse se ne potrà parlare il 16 aprile. A quasi due mesi dall’inizio dell’emergenza.

In un contesto “normale” sarebbe purtroppo l’ennesima occasione persa. Ma non siamo in quel contesto. E la spocchia, stavolta, fa danni irreparabili.

Queste le proposte che abbiamo fatto e che riteniamo importanti:

ampliare i tamponi a tutti i sanitari a contatto con i pazienti Covid, ai medici di medicina generale, a chi lavora nelle RSA, nei centri per i dusabili e ad altre categorie che rischiano di contrarre e di diffondere la malattia;

modificare la delibera regionale dell’8 marzo in base alla quale le RSA vengono identificate come strutture per il ricovero di pazienti Covid;

utilizzare tutti i laboratori pubblici e privati per processare i tamponi;

numero verde e/o call center dedicato ai pazienti con malattie croniche, come il diabete, che a causa dell’emergenza vedono delle limitazioni per l’accesso alle cure;

definire con urgenza azioni e protocolli specifici per l’emergenza Covid, per promuovere l’assistenza e il controllo sui luoghi di lavoro;

garantire al più presto ai medici di medicina generale e agli enti gestori di residenze e servizi che si occupano di persone con particolare fragilità, come anziani e disabili, i presidi di protezione e i farmaci necessari per garantire diagnosi e cure tempestive, e adeguato sostegno per l’assistenza e l’attività domiciliare per supportare le famiglie con disabili.

Noi insisteremo, perchè convinti che queste azioni siano utili a fermare il contagio!

Matteo Piloni, consigliere regionale (quota Partito Democratico) in Lombardia non dimentica quindi di essere di Crema, cittadina in trincea, dallo scorso 21 febbraio, per lottare, tra morti, contagi e ammalati, al maledetto Covid-19.

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