Crema e il suo declino, tra chi lo vuol fermare e chi no

Crema e il suo declino, tra chi lo vuol fermare e chi no

“Crema è in declino, la città giocattolo sta collassando”, quante volte lo avete sentito dire? Ah, io veramente tante e credo pure voi. Il punto non è discutere sullo stato di Crema (che è in evidente difficoltà) o sulle cause (locali o figlie di problemi più grossi di Crema e di tutta la Lombardia) ma, a mio avviso, capire se vogliamo realmente uscire dal tunnel.

La mia natura empatica mi porta spesso a cercare di comprendere i bisogni e le altrui volontà, che spesso mi trascinano al rivalutare mie opinioni e modificare il mio atteggiamento verso “questo” e “quello”. Pericoloso; essere così a Crema è davvero pericoloso…

Sì, perché la stessa persona che tempo fa si lamentava di come la giunta stia spendendo troppo per l’assistenzialismo (e mi portò a meglio analizzare le spese comunali in tal senso), oggi la incontro e mi dice: “maledetto sindaco, certo che lì dovrebbero anche iniziare ad aiutare i servizi sociali eh, hai visto quel poveretto che…”.

Sono confuso, non lo nego, perché questa storia fa il paio con la coppia di giovani sposi che, dopo aver pubblicato congiuntamente un appello sui loro profili Facebook a richiesta di una riqualificazione delle aree di sgambatura cremasche per i cani, mi incontra e, minimizzando una mia idea di riqualificazione dei parchi, mi dice: “ok Ale, ma le possibilità di portarli a spasso ci sono, certo bisogna muovere il sedere, altrimenti andavi a vivere a Gattolino col tuo cane!”.

Questi continui cambi di opinione repentini, tutti finalizzati alla critica dell’altrui pensiero, mi hanno poi particolarmente colpito quando un’associazione di volontariato di cui faccio parte (Progetto CREMA), ha deciso di realizzare a costo zero e senza alcuna spesa per nessun ente, un piccolo video promozionale sulla nostra città giocattolo, al fine di inaugurare una serie di eventi per il coinvolgimento e il rilancio delle attività commerciali. A me han sempre insegnato che “piutost che nient l’è mei piutost” e che, se fanno una cosa che non mi costa niente e qualcosa mi porta, anche solo un sorriso mentre la vedo realizzata, ben venga.

Eppure le critiche al progetto sono state sprezzanti, molti gli individui che hanno previsto un fiasco colossale, che hanno detto con mal celato fastidio che “tanto Crema non interessa a nessuno” e altre amenità simili. E ora che, a pochi giorni dalla pubblicazione, superiamo le cinquemila visualizzazioni (senza aver nemmeno promosso molto il video fuori Crema), ora che i sapientoni si sentono smentiti e non sanno a che appigliarsi, ecco che per magia, sul video caricato su youtube, appaiono i primi “pollice verso” che, come guidati da antichi imperatori romani, provano ad affossarci.

Perché questa ipercriticità, mista a invidia, non si tramuta in una spinta positiva? Mentre si moltiplicano senza sosta i gruppi dedicati ai problemi di Crema, le associazioni di volontariato cremasche non vantano decine di migliaia di iscritti, sebbene (a parole) la voglia di migliorare lo stato delle cose sembri evidente. Le stesse persone, a volte anche amministratori comunali, che non perdono occasione per ribadire la loro sensibilità verso i problemi di tutti, sembrano disertare quasi scientificamente le iniziative meno “proficue” a livello di ritorno di immagine o che non riescano facilmente a incasellare come “amiche” e “in linea” con il loro programma politico, aldilà della valenza che ha il progetto di turno per la nostra comunità.

Quindi torniamo a monte: i cremaschi vogliono davvero cambiare le cose e spingere a comportamenti virtuosi tutti i facenti parte della pubblica amministrazione, oppure è solo voglia di lamentarsi, a prescindere?
“Lasciateci mugugnare – afferma un proverbio dei marinai genovesi – piuttosto pagateci meno, ma lasciateci mugugnare”; a Crema, forse, hanno tutti empatizzato coi liguri, tanto per collegarci a quanto detto inizialmente.

Alessandro Pironti

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