Crema&Pergo no fusione? Che almeno ci sia collaborazione costruttiva

Crema&Pergo no fusione? Che almeno ci sia collaborazione costruttiva

Mino Raiola, potente procuratore calcistico e soprattutto, direttore sportivo ombre di molte società italiane, nei giorni scorsi, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta Dello Sport ha lanciato la seguente provocazione: Milan e Inter per tornare a vincere devono unirsi e chiamarsi Milano per ricreare un brand vincente”.

Sicuramente le due compagini milanesi non faranno mai la fusione e difficilmente (anche se se ne parla) la faranno la Pergolettese (risultanza dell’inglobamento, datato 2012, dell’allora Pergo al Pizzighettone) e il Crema (risultanza dell’accorpamento tra Aurora Ombriano e Ac Crema 1908).

Per i due maggiori sodalizi cittadini, se non arriveranno finanziatori importanti forestieri, sopravvivere nel lungo periodo viaggiando in Prima Classe calcistica sarà ardua impresa; ergo, per pensare veramente in grande, ipotizzare una sinergia unificatrice, beh non sarebbe un delitto.

Quantomeno il management cremino e Cesare Fogliazza dovrebbero parlare proficuamente per individuare una strategia comune nel piano di recupero dell’area Pierina. Si perché se il sodalizio nerobianco sogna di costruire il megagalattico “Sporting Park” e Fogliazza punta invece a investire, per creare nuove strutture sportive, in quel del Golf Club di Ombrianello, trovare un punto d’intesa è ardua impresa, col rischio che i vari progetti rimangano appunto tali. Fusione dunque no grazie? Che ci sia cooperazione almeno nel dotare il football nostrano di spazi degni di tale nome, che la politica provinciale (e sterile) dei campanili, in tempi di crisi ahimè incanta ma stanca.

Stefano Mauri

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