Cremona sotto assedio, buoni e cattivi… forse il confine non è così definito

Cremona sotto assedio, buoni e cattivi… forse il confine non è così definito
Vorrei cercare di esprimere un parere il più possibile obbiettivo e non influenzato da quanto è successo a Cremona sabato pomeriggio. Parto dalla causa scatenante, la rissa della scorsa settimana. È appurato che un gruppo di appartenenti al Dordoni abbia cercato lo scontro con i militanti di Casapound, è appurato che i “fasci” fossero in numero esiguo e che comunque non si siano tirati indietro.
È appurato che un militante del Dordoni sia finito all’ospedale in coma farmacologico per una legnata ricevuta in testa. Le mazze erano inizialmente nelle mani dei suoi compagni, ma in una scazzottata, non si sa mai come va a finire, resta però un punto fermo che la questura abbia indagato alcuni militanti del Dordoni mentre al momento resta non certa l’iscrizione nel registro degli indagati di militanti di Casapound che si sono resi disponibili al l’identificazione è che restano a disposizione delle forze dell’ordine.
Resta ancora avvolto nel mistero il passato del ferito (a cui vanno i nostri auguri di pronta ripresa n.dr)che pare abbia avuto un passato a destro, come si può leggere QUI. Subito si sono levate le barricate con il tam tam mediatico contro i fasci e contro tutto, nel normale stile antagonista.
E veniamo a sabato. Pare che nessuno abbia autorizzato la manifestazione, ne sindaco, ne questore, ne prefetto. E allora resta da chiedersi perché hanno permesso lo svolgimento? Per paura della reazione della ciurmaglia che popolava l’anti stadio? Ben sapevano che sarebbe comunque degenerata, sarebbe bastato dichiarare apertamente che non era né permesso ne concesso sfilare e far preparare un cordone di forze dell’ordine ben più numeroso di quanto abbiamo visto sabato a Cremona.
Veniamo ora allo stracciar le vesti di alcuni “buoni” e qui voglio citare l’onorevole Franco Bordo, che si indigna per la piega presa dalla manifestazione lui che per primo ha chiesto la chiusura della sede di un partito nazionale tacciando per violenti chi invece fino ad ora si è difeso dalle aggressioni.
Mi chiedo: chi sono i veri violenti? Chi ha costretto un’intera città al coprifuoco, alla battaglia strada per strada e alla guerriglia con lo sfascio incondizionato di ogni cosa? Chi ha assaltato la sede della polizia locale? Chi ha incendiato? Chi ha distrutto e seminato il terrore tra la gente?
In uno stato che si dimostrasse tale, queste cose non si sarebbero verificare, perché pur lecita la manifestazione (anche se dovremmo parlarne), sfilare ordinatamente sarebbe servito a qualcosa, sarebbe servito a dimostrare che la città vuole legalità. Ma se solo fossero usciti dai ranghi, in uno stato normale avremmo oggi cento o duecento fermati, identificati, processati e condannati a risarcire i danni.
Perché questo non avviene? Sappiamo che il centro sociale Dordoni non è certo un oratorio. Mi chiedo cosa aspetta il comune a chiudere questo luogo. Aspetta che per caso capiti un corto circuito? Sempre più pensieroso!
Pasquino Cremasco
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