Una campagna elettorale è fatta anche e soprattutto di parole, motti, frasi da ricordare e citare. In questa social campagna del 2017 poi sono piovuti anche gli hashtag, che alla fine a questi livelli non usa nessuno. Certamente Chicco Zucchi è quello che comunicativamente ha scelto di avere una serie di parole d’ordine con cui dettare la linea.

Intanto ha avuto la geniale pensata di avere uno slogan, in dialetto, con tanto di hashtag, che usa per chiudere tutti i suoi interventi. Allora il dai che ga la fem è già diventato il Yes we can alla cremasca. Pronto per essere stampato sulle magliette o sugli adesivi da distribuire in città.

Ma non è la sola parola d’ordine. Avevamo già notato, ironizzandoci un po’ sopra, il ricorrere della parola movida. Un termine cos’ desueto, anni ’80. Ricorda la Spagna terra di conquista dei giovani (che eravamo noi) oppure Ibiza, le vacanze tamarre con Sandy Marton che canta. Nascondeva una idea, il Patto per la movida (se Agazzi ha firmato il patto del pigiama nel 2012…) presentato ieri. E anche se i giovani di Generazione Crema, una delle civiche bonaldiane, ironizzano con un meme il concetto passa.

Ma altre sono state le trovate che rimarranno impresse. La canzoncina canzonatoria cantata per smarcarsi da Cielle durante la conferenza stampa di presentazione della Lista della Lega, “Zucchi è di Cielle trallallero”, con tanto di coreografia danzata, diventata immediatamente un meme video che è rimbalzato sui cellulari dei cremaschi, la campagna Io voto Zucchi di qualche settimana fa.

Sembrano lontani i tempi bruttomessianioggi è una bella giornata”, ad ogni intervento pubblico del Chiccone cremasco (va bene mi ha cazziato per la cosa di Peppa Pig e Papa Pig ma sono certo che si diverta) la stampa ha il titolone da sparare. La Ogliari traditrice, il patto della borsa fucsia con la Aiello, la promessa di questo fantomatico video musicale (oh, ma quando lo girate? No perché qui si aspetta), la mamma in lista… Voglio dire, dopo che Renzi ha detto che l’Italia deve ripartire dalla mamma, che è indubbiamente l’icona più pop della nostra italietta nazional popolare, cosa c’era di meglio?

Diavolo di un Zucchi. Cosa si inventerà questo fine settimana che ci sono tremila cose in giro?

Emanuele Mandelli

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