Declino di Crema, quando gli oratori erano un Rifugio Peccatorum per i giovani della Città Giocattolo

Declino di Crema, quando gli oratori erano un Rifugio Peccatorum per i giovani della Città Giocattolo

Crema, un giorno qualsiasi di un anno qualsiasi tra il 1977 ed il 1981. Esco di casa finiti i compiti delle scuole elementari di Borgo San Pietro. Poche centinaia di metri e dalla mia abitazione in pieno Borgo sono tra le mura tranquille dell’oratorio di San Luigi. Nessuno presta attenzione ad un bambino di 8/10 anni che arriva da solo all’oratorio. C’è un sole che Paolo Conte ci scriverebbe su una canzone e nemmeno un prete per chiacchierare. Ma nella sala superiore il bigliardino ed il ping pong sono gratis, basta avere una pallina e le palette. Nessuno viene a cercare di catechizzare i bambini che giocano. Ma ci sentiamo protetti. Dal campo di calcio arrivano le grida degli allenamenti del San Luigi. Ci sono personaggi mitici che giocano. Finita la partita a ping pong giro in bici sulla placca di cemento per giocare a surplace. L’ultimo che mette i piedi a terra ha vinto. Torno a casa al tramonto. Mia madre non è mica preoccupata dal fatto che non mi vede per 5 ore. Sa dove sono e sa che sono al sicuro.

Crema, un giorno qualsiasi tra il 1983 ed il 1987. Siamo già ragazzetti, tra poco avremo il motorino. La sera beviamo già i primi calici di bianco all’Mcl di piazza Garibaldi. La guercia che lo gestisce è truce ma si fa due risate alle nostre piccole bevute. Di pomeriggio invece infinite partite a pallone all’oratorio di San Benedetto. Ora et labora sta scritto all’ingresso. Non lavoro ancora e meno che meno prego. Ma andare all’oratorio è la normalità per tutti noi ragazzi di piazza Garibaldi. Mi sono trasferito di poche centinaia di metri ma ho cambiato parrocchia. A San Pietro sarò sempre legato. In piazza o ai giardini non si può mica stare. Troppi tossici ed è davvero pericoloso. Al massimo si sta nella sala giochi Future Games di piazza Garibaldi. Ma con attenzione.

 

Crema un giorno qualsiasi tra il 1988 ed il 1995. Siamo maggiorenni, non ancora uomini ma neppure più adolescenti. Giochiamo ancora a bigliardino, ma le partite si pagano. Ma giochiamo anche a scala, a scopa, a briscola. L’oratorio di Santa Trinità è un rifugio peccatorum della meglio gioventù della città. Almeno 5 generazioni si mischiano assieme. Bestemmiatori e bevitori. Eppure sempre all’oratorio. Non sappiamo ancora che è molto vicino il giorno in cui Cielle sceglierà questo luogo come base cittadina e metterà alla porta quello che c’era prima. Tutti per strada senza più una casa. Persi nei bar di via XX Settembre.

Il declino di Crema passa anche dal cambio di rotta degli oratorio. Lo racconta tal Pino ad Antonio Grassi sul blog de La Provincia.

“Fino a dieci anni fa  gli oratori a Crema erano un punto di riferimento essenziale per la socializzazione e il tempo libero di bambini, adolescenti e giovani. Erano posti ‘aperti’ anche per i non credenti. Erano centri dove i bambini si avvicinavano alle attività sportive, dove nascevano e si diffondevano esperienze di volontariato sociale, dove ci si apriva alla dimensione mondiale: le missioni in America Latina, in Africa e altre parti del globo. Negli ultimi tempi sono diventati realtà istituzionali e formali”.

Ha dannatamente ragione. E forse questo discorso aprirebbe anche il discorso del declino della presa dei valori cattolici sui ragazzi di oggi. E lo scrive un non cattolico. Ma questo è decisamente un altro discorso.

Cronologia

 

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