Dieci pagine di storia, come gli storici hanno raccontato Crema nel corso dei secoli

Dieci pagine di storia, come gli storici hanno raccontato Crema nel corso dei secoli

La sala Angelo Cremonesi ha visto un mix di sangue blu e l’intellighenzia cremasca fondervi in maniera perfetta, in onore di coloro che hanno scritto la storia locale in illo tempore ed i coevi. Ben quattro Contesse della famiglia Benvenuti hanno idealmente abbracciato i figli di due figure indimenticabili, una figlia di Amos Edallo ed il figlio di Mario Perolini, accanto alle figure istituzionali del sindaco Fornaroli ed il vicesindaco Perrino di Cremosano.

Crema idealmente gemellata con Cremosano nei secoli dei secoli. Sono state illustrate le pergamene dell’undicesimo secolo, ove veniva rimarcato che la città di Crema stava nascendo, mentre a Cremosano erano presenti due rami dei Conti Gisalbertini, ben protetti dai settantasette “castrum” presenti nel contado. Si tratta Di Giselberto IV ed Enrico II, che risiedendo a Cremosano nel Castrum con elementi difensivi circondato da fossato, con Basilica e Abbazia e tanto di porto, di cui un toponimo è arrivato fino a oggi chiamato “il ponte delle navi”.

Era uno dei porti, punto d’attracco per le imbarcazioni che solcavano le paludi del Moso. Si è iniziato il convegno, rimarcando la fondamentale importanza di Amos Edallo, nella creazione del Museo Civico di Crema, di cui è stato il primo presidente a partire dalla inaugurazione avvenuta nel 1963. La poetessa Lina Casalini e il poeta Francesco Maestri alternandosi con brio e pathos hanno illustrato la vita degli storici antichi, partendo da Pietro da Terno, Alemanio Fino, Lodovico Canobio, Cesare Tintori e G.B. Cogrossi.

Il prof. Vittorio Dornetti ha edotto con una prolusione da manuale la vita e le opere degli storici cremaschi: i Conti Matteo e Francesco Sforza Benvenuti, inchiodando sulla: macchina del tempo cremasca gli astanti. La chiusura è stata dedicata dalle voci narranti: ai Mons. Angelo Zavaglio e Giuseppe Quadri e riservando il colpo di teatro finale al poeta locale Piero Erba, autore di una storia di Crema in veracolo. Dopo i ringraziamenti l’organizzazione ha assicurato che verrà dedicata entro l’anno come atto dovuto un incontro monotematico sull’indimenticato storico cremasco Mario Perolini.

Il Segretario Dino Zanini, ha donato ai presenti le straordinarie immagini dei manoscritti e delle pubblicazioni a schermo gigante di quasi tutti i ricercatori del territorio cremasco antichi e coevi, oltre 250 perle.

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