Dietro le quinte con Mirko, ci sono dossier e dossier… e vai col musical

Dietro le quinte con Mirko, ci sono dossier e dossier… e vai col musical

La sindachessa scendeva ghignando le scale a chiocciola del municipio della Città Giocattolo: “bene, il lungo ha detto che non mi considera più come interlocutore e considera sindaco il Giovane Vecchio? Lasciatemi sola che devo elaborare il lutto”, era da un po’ che non la si vedeva così allegra. Il Giovane Vecchio e il Dottore avevano preso posto nei loro uffici, aveva levato un po’ di incombenze al Giovane Giovane che poteva così starsene in cortile a giocare a pallone, si era tolta dalle balle il Muto di Sorrento, i Green Power erano contenti dell’incontro per fare il punto sui casi di abigeato in città… Insomma tutto sembrava andare per il meglio.

In quel momento facevano il loro ingresso in comune la Maestrina e il Bel Renee, “sono un gentiluomo, è l’unica certezza che ho”, dice il Bel Renee cedendo il passo ad una trafelata Maestrina. “Lo so, lo sappiamo”, urla lei ancora prima di mettere tutti e due i piedi in comune, “ho guardato sulle scrivanie degli uffici dei due nuovi arrivati. Ci sono biro di tre colori, matite, gomme pane, carta igienica morbidissima nei bagni. Si dimetta, si dimetta, aveva promesso che avreste usato i ritagli dei giornali locali nei bagni, che le matite si sarebbero portate da casa o usucapite alle scuole. Invece spendete un sacco di…”, non aveva finito la frase andando a sbattere contro la porta chiusa dell’anagrafe. Gli occhiali invece di averli sul naso li aveva in mano, come sempre, vezzo da maestrina per la Maestrina.

Ecco lo sapevo che non poteva andare tutto sempre bene”, aveva sbuffato la sindachessa, “ci mancava questa scassapalle”, e poi alzando la voce, “ho un bel dossier pronto sulle spese della vostra amministrazione. Ci sono anche i conti dei ristoranti del Largo, le creme anticalvizie del Lungo e soprattutto i costi del ghost writer dei discorsi del Brutto Ceffo. Che cazzo, sei frasi in croce sempre le stesse e avete speso un botto”. La maestrina massaggiandosi il bernoccolo in fronte era sbiancata.

Mentre prosegue penoso il romanzo di fabbrica io con qui davanti ma si fa per dire ‘sto pirla di roba metallica che scivola”, si era presentato il Giovane Vecchio scendendo le scale in arrivo dal suo ufficio dove si era barricato da una settimana, si pensava che l’ironia di Jannacci si confacesse all’apertura della sua mailing list, “uno di noi due un bel giorno verrà giù da quella scala mobile perché bisogna che qualcuno prima o poi si metta in testa il musical”, aveva proseguito canticchiando. Era allegro. Amava fare i dispetti ai bambini e portare via il lavoro al Giovane Giovane era stato un piacere immenso. Purtroppo era toccato tenerlo, “però potremmo tagliare le spese sui palloni da calcio”, aveva scherzato sentendo la lite tra sindachessa e Maestrina, “ah ricordati che ho preso la sedia, il pc, il cestino dell’immondizia, il ficus e altre cosette dal tuo ufficio”, aveva ricordato alla sindachessa che si era consolata pensando che il biglietto per Roma lo aveva già acquistato prima che gli fregassero ilcomputer.

Mirko Treviglio

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