Dietro le quinte con Mirko Treviglio, e il debito con la comunità Magiara è stato finalmente saldato

Dietro le quinte con Mirko Treviglio, e il debito con la comunità Magiara è stato finalmente saldato

La sindachessa scendeva le scale a chiocciola del municipio della Città Giocattolo con una copia di Vastarea, il giornale locale, sottobraccio. “Chi cazzo è che ha titolato primavera giocattolo, una primavera magiara(ba) sulla prima pagina solamente perché oggi è il primo giorno di primavera e giusto ieri abbiamo approvato il bando per l’insediamento della comunità Magiara. Glielo dovevamo. Per ogni volta che sono stata in vacanza in Ungheria”.

E’ già e i Lusitani? Loro non hanno diritto ad un area dove insediarsi”, era il Lungo che pungolava la sindachessa come sempre in disaccordo entrando in municipio. “Come ti permetti di importunarmi”, sbotto la sindachessa, “ti ho anche bloccato su Facebook”.

La porta si aprì all’improvviso e apparve nella sua eleganza trasandata il Bel Renee, “La più grande ambizione di Flaubert era scrivere un romanzo sul niente, se ti avesse conosciuta avrebbe avuto un grande spunto”, disse mentre tutti si muovevano al rallentatore. E poi scomparve in una nuvola di fumo e borotalco. Così come era apparso.

Il Giovane Vecchio intanto era uscito dal suo ufficio irritato dal chiacchiericcio che sentiva. Era intento a litigare con tutti. Rispose al Lungo con una forbita citazione che smontava ogni sua pretesa di dare spazio ai lusitani, “e siamo piccoli, mediocri viaggiatori soli e tutto questo vento intorno invece…è Lusitania”.

In una nuvola di fumo di sigaro, senza Borotalco, era apparso anche il compagno consigliere Carl Marx Pantelau, “che comunque non vi ricordate dei gemelli Transalpini. Tutti compagni, gemelli, fratelli, coi magiari e i lusitani”. Tutti dissero si, nessuno aveva capito.

“Noi però vorremmo adottare il doppio turno all’Iberica con sistema proporzionale con triplo sbarramento e super cazzola a sinistra di concezione fiamminga”, dissero Boldi&Desica passando trascinandosi un carrello pieno di incartamenti, erano le delibere dal 1972 ad oggi che volevano studiare per trovare magagne, “non stiamo parlando di sistema elettorale, cazzo, avete davvero il chiodo fisso”, sbottò la sindachessa.

Mirko Treviglio

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