Domenica mi racconto, Antonio Agazzi da un cinque secco a Stefania Bonaldi

Domenica mi racconto, Antonio Agazzi da un cinque secco a Stefania Bonaldi

Inizia da questa domenica una nuova rubrica… La SussurIntervista… A raccontarsi questa settimana è il consigliere comunale Antonio Agazzi.

Il tuo voto alla giunta Stefania Bonaldi?

Cinque, due anni sostanzialmente inconcludenti. Per ragioni legate alla natura politica della coalizione, mi riferisco all’accordo con Sel e Rifondazione Comunista , si privilegia esageratamente la spesa sociale e non si riesce a far fronte neppure alla manutenzione ordinaria degli edifici pubblici, delle strade, del verde. Stupisce che l’Assessore di riferimento non batta i pugni sul tavolo per dare un senso alle deleghe conferitegli.

Nell’ambito del centro destra farete ancora le primarie per stabilire chi proverà a diventare sindaco quando scadrà il mandato Bonaldi?

Spero si individui la candidatura a sindaco con una tempistica differente rispetto a quella che è stata riservata a me, intendo dire non un mese e mezzo prima della elezioni. Io in quindici giorni, costruii una civica  che prese il 11,34% dei consensi, immagini cosa si sarebbe potuto partendo per tempo e sostenendo lealmente il proprio candidato sindaco, con un centro-destra rinnovato e unito e non, come è accaduto prima a me, ora a Oreste Perri, con la Lega impegnata nelle sue improduttive corse in solitaria.

Ti candideresti alle eventuali primarie?

Oggi come oggi direi un no rotondo, specie se il centro-destra non si riprende e non si rinnova a livello politico generale; poi si tratta pure di capire le condizioni di contorno: non esiste che il sottoscritto, a fine campagna, abbia dovuto tirar fuori di tasca propria oltre 7.000 euro per chiudere i conti della campagna elettorale, perdono tutti ma non dimentico, credo di essere l’unico “politico” ad essere limpido fino al limite dell’autolesionismo. Dovrebbero mutare molte condizioni: certo, se il centro-sinistra non si presentasse alle prossime amministrative di Crema, come ha fatto a Offanengo, mi candiderei di sicuro.

Secondo il giornalista, blogger scrittore e ora sindaco Antonio Grassi il Declino Cremasco è inarrestabile…

Nulla è ineluttabile, dipende dalla capacità di una comunità di prendere le adeguate contromisure, di reagire. Occorrerebbe, in primis, che la classe politica imparasse a fare sistema: gli obiettivi strategici, una volta individuati, devono essere perseguiti insieme, da tutti; chi ha relazioni, le deve mettere in campo, in un gioco di squadra benefico per il territorio. Ma non è solo una questione che coinvolge la politica; che dire dell’associazionismo di categoria? Siamo sicuri che sia sempre guidato in modo sapiente e lungimirante?

Siete vigili nel salvaguardare un futuro roseo all’ospedale Maggiore e al commissariato di Crema?

Si e mi sono battuto anche per la salvaguardia di tribunale e procura della Repubblica: potessero tutti dire la stessa cosa! Con la stessa convinzione, sarò a disposizione per preservare l’autonomia dell’Azienda Ospedaliera di Crema e i presidi deputati ad assicurare la legalità la sicurezza delle nostre comunità.Sulla sicurezza, spero che i sindaci e Scrp riprendano il progetto dei cosiddetti varchi elettronici, fondamentale aiuto per le forze dell’ordine.

Stefano Mauri

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