Dopo 18 anni finisce, nel peggiore dei modi, l’era Macalli in Lega Pro

Dopo 18 anni finisce, nel peggiore dei modi, l’era Macalli in Lega Pro

Così dopo veleni, accuse reciproche, stracci che volano, dopo un bilancio bocciato due volte in sei mesi e casini vari, martedì 30 giugno, di fatto si è chiusa, nel peggiore dei modi, l’era Macalli (squalificato per l’affaire “Marchi Pergo”) in Lega Pro. Un regno quello del ragioniere nel pallone più famoso d’Italia durato ben 18 anni, un’epoca lunga caratterizzata da spunti felici, ma anche da tante zone d’ombra.

Mario Macalli 78 anni, calcisticamente parlando mosse i primi passi una vita fa nella Pergolettese. Ironia della sorte, parte dei suoi guai si è accentuata nel 2012, quando l’illustre calciofilo “benedisse”, complice il trasferimento del Pizzighettone di Cesare Fogliazza a Crema, la cosiddetta operazione Pergolettese, ovvero la mission intrapresa per impedire al Pergocrema, nel frattempo fallito, di sparire nel nulla o di ricominciare prendendo altre strade.

E adesso che succederà all’ex serie C? Sicuramente in un modo o nell’altro si dovrà ripartire, l’importante è … riprendere mettendo eventualmente facce nuove al comando (cosa analoga andrebbe fatta pure in Federcalcio) poiché in Italia si sa come vanno a finire spesso questo cose, cioè tutto cambia in apparenza, per poi non mutare in sostanza e la Lega Pro dopo anni (troppi) tormentati da scommesse illegali, partite taroccate, società che nascono e falliscono in breve tempo e presidenti (più o meno presentabili) che arrivano e subito ripartono, beh ha decisamente bisogno di voltare pagina sul serio.

Stefano Mauri

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