E alla fine è arrivato il verdetto su don Mauro Inzoli

E alla fine è arrivato il verdetto su don Mauro Inzoli

Si è (quindi) chiuso il processo canonico, istituto dal Vaticano nei confronti di don Mauro Inzoli, questi i provvedimenti adottati: don Inzoli rimane tecnicamente un sacerdote ma non può celebrare pubblicamente alcun uffizio sacerdotale, altresì non potrà accedere alla diocesi di Crema, vietati i contatti coi minori. Il provvedimento dunque, indirettamente  riconduce al presunto “reato”, ma non ci saranno riscontri penali in quanto le persone interessate e coinvolte non avrebbero sporto denunzia. Monsignor Oscar Cantoni, a margine della sentenza ha rilasciato una minima dichiarazione:  “coniugare verità e misericordia”.

Poche ma efficaci parole.

Il noto sacerdote cremasco al momento vive e Milano, laddove, nella cappella dell’ospedale Fatebenefratelli fino a pochi giorni fa diceva messa.

Anni fa, intervistato dai mass media locali a margine della triste vicenda capitatagli, l’ex parroco della parrocchia di santa Trinità si espresse così: “Non mi difendo dalla chiesa che è mia madre”.

Sul social forum Facebook intanto innocentisti e colpevoli si dividono, la pagina del consigliere comunale Antonio Agazzi, tra i primi a dare la notizia è stata letteralmente presa d’assalto, c’è da scommettere che la vicenda non si chiuderà qui.

Stefano Mauri

 

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