E se per riempire il Voltini servisse, più del derby, una fatale ma evitabile fusione?

E se per riempire il Voltini servisse, più del derby, una fatale ma evitabile fusione?

Ha mai pensato alla fusione con l’Hellas Verona?

<Ci ho pensato ed era giusto farlo, ma non era una necessità> .

Ha risposto così, lunedì scorso 4 gennaio, in un ‘intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il presidente del Chievo Luca Campedelli.

E il pensiero del patron clivense veronese, beh in un certo senso, a modo suo fotografa la situazione calcistica in casa cremasca, realtà sportiva caratterizzata da due compagini, frutto di altrettante precedenti unioni (la Pergolettese col Pizzighettone e il Crema con l’Aurora Ombriano, ndr) che, beh, forse, dinanzi a una nuova fusione, ecco in termini di presenze allo stadio (ma non è comunque detto), condizionale d’obbligo, magari potrebbero iniziare a respirare meglio. Si perché allo stadio Giuseppe Voltini, per il momento, sono più i gradoni vuoti di quelli pieni.

Questo mentre l’Ac Crema 1908 rivitalizzato dalla cura Asvicom, vicino agli ambienti vip e fashion della città sta attuando una campagna proiettata a intercettare gente (meglio se bambini) per riempire lo stadio, mentre in casa gialloblù, l’accorpamento datato 2012 tra Pizzighettone e Pergo, maldigerito da tanti ha provocato una frattura tra città e club forse per certi versi insanabile. Chicco Zucchi, patron del Crema ha una voglia matta di assistere al derby con la truppa cannibale per riempire lo stadio. E se invece per un campo sportivo gremito servisse unire il Crema col Pergo? Mah, forse ha soltanto ragione Campedelli: in generale, nel football, una (pur auspicabile) fusione più che necessità è fatalità ipotizzabile ma non praticabile. Boh.

Stefano Mauri

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