Ecco perchè la presidente della Commissione urbanistica Lidia Severgnini dovrebbe dimettersi

Ecco perchè la presidente della Commissione urbanistica Lidia Severgnini dovrebbe dimettersi

In uno degli ultimi consigli comunali il segretario provinciale del PD ed assessore all’urbanistica del comune di Crema è stato bocciato in almeno due circostanze dalla sua maggioranza; è stato costretto a ritirare la proposta di un’area per servizi religiosi a fianco del Tribunale ed in consiglio comunale è addirittura finito sotto rispetto all’osservazione con la quale un privato chiedeva che “fosse data la possibilità di una diversa distribuzione della SLP sul sedime degli ambiti di trasformazione eventualmente coinvolgendo anche aree attigue o vicine senza che questo costituisse variante al PGT”. Addirittura sconfessato dopo che lo stesso aveva condiviso l’osservazione, certificata dal parere positivo degli uffici e fatta approvare dalla giunta.

Il capogruppo del PD Grossi e la Presidente della Commissione Urbanistica, arch. Severgnini, politicamente tanto stralunati quanto inefficaci, abborracciavano il tentativo di una impossibile difesa. Prima bocciano platealmente il loro assessore poi cercano di resuscitarlo. Che incredibile scivolata!!!   Che modo è mai questo di comportarsi. Con un’aggravante dovuta al fatto che Piloni sapeva per tempo che la sua maggioranza non gli avrebbe concesso il salvacondotto su quell’osservazione. Dico questo perché io lo sapevo e non certamente da lui ma dalla sua maggioranza. Una mossa politicamente maldestra che ha messa sotto tutela Piloni e la sua credibilità. Una magra politicamente tanto pesante quanto incomprensibile per la quale abbiamo chiesto a Piloni un passo indietro da assessore. A quel punto, infatti, la sua non parola non sarebbe più stata istituzionalmente autorevole. I cittadini d’ora in poi se vorranno avere qualche certezza in più dovranno rivolgersi, per ovvie ragioni, quantomeno anche a costoro.   Amministrare è una cosa seria e un impegno preso o la parola data ad un cittadino da un Assessore è sacra. Diversamente non la dà. Lapalissiano. Di questa maggioranza e della sua giunta si ha oramai l’impressione che ciascuno cammini per conto suo e che purtroppo, cosa più grave, il regista, il sindaco, persa la bussola si sia perso per strada.

Certo conviene far finta di niente ma non sempre si può ignorare la realtà e quanto di grave accaduto il sindaco non doveva permetterlo. Lascio perdere poi il capogruppo del PD che evidentemente, come spesso gli capita, non ha saputo cogliere la gravità della “censura” perpetrata verso Piloni e di quanto con le sue dichiarazioni abbia involontariamente peggiorato la situazione.

Sottolineo invece che è maturo il tempo perché la Presidente della Commissione Urbanistica faccia anche lei un passo indietro dall’incarico di Presidente della Commissione Urbanistica. Lo chiedo solo oggi e dopo che la stessa non ha avuto il buon senso di mettersi da parte soprattutto quando sul tavolo della Commissione che presiede sono arrivate pesanti varianti al PGT e quel che è peggio non ha neppure ritenuto di farsi da parte rispetto alla lettura delle tante osservazioni che hanno accompagnato l’ultima variante, quella per intenderci che ha poi visto impegnato il consiglio comunale per ore a promuovere la Moschea e non solo.

Addirittura in CC ha pure ampiamente motivato perché bocciava il suo assessore sull’osservazione sopra richiamata senza rendersi conto che così facendo entrava nel merito di osservazioni presentate da suoi colleghi architetti o geometri che siano, comprese quelle presentate dagli Ordini Professionali aderenti all’Osservatorio dell’Edilizia del Comune di Crema o dall’Ordine dei Geologi. Cosa che ha ripetutamente fatto in commissione su ogni osservazione presentata e discussa.

Deve fare un passo indietro perché è assolutamente inopportuno che il Presidente della Commissione Urbanistica sia un libero professionista del settore come lo è la consigliere comunale e architetto Severgnini. Eticamente e politicamente inopportuno. Non vi sarà un conflitto di interessi perseguibile ma vivaddio è talmente palese l’inopportunità di una simile presenza che non comprendo come non abbia mai avvertito la responsabilità di abbandonare il campo soprattutto al presentarsi di varianti urbanistiche di una certa rilevanza. Se questo è il modo con il quale i giovani si avvicinano all’impegno politico ed amministrativo c’è poco da aspettarsi.

Che immagini di non essere condizionata dall’attività che svolge quando giudica un’osservazione presentata da qualche suo collega a difesa di qualche interesse privato? Se in materia urbanistica pensa di essere scevra da un naturale condizionamento legato alla sua libera professione sarebbe completamente fuori strada. Soprattutto rispetto ad una materia così complessa come quella urbanistica.

Potrei concederle l’attenuante della buona fede per la sua giovane età ma avendola vista all’opera posso affermare l’esatto opposto tanto è determinata ad approvare o bocciare le osservazioni presentate dai suoi colleghi a noi di privati cittadini o associazioni. Sempre sul pezzo fino al punto di dettare le regole perfino al suo assessore rendendolo istituzionalmente inefficace rispetto all’esterno.

Ha creato una situazione politica goffa e amministrativamente paradossale che la rende oramai totalmente inadeguata al ruolo che ricopre. Per la verità è un ruolo che non avrebbe mai dovuto, per ovvie ragioni, accettare ed assumere. Ha peccato evidentemente di presunzione senza rendersi conto che dal giorno dopo si sarebbe messa nella condizione di dover giudicare il lavoro di tanti suoi colleghi oltre che del suo assessore. Purtroppo nessuno dei suoi colleghi di maggioranza, il che la dice lunga sulla maggioranza stessa, l’ha fatta desistere da questa ambizione inopportuna e maldestra.

Simone Beretta

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