Ecco qualche spunto intrigante del Vinitaly 2016, manifestazione tornata super

Ecco qualche spunto intrigante del Vinitaly 2016, manifestazione tornata super

Jack Ma, imprenditore cinese e patron del brand Alibaba (canale commerciale online in rampante ascesa), lunedì scorso 11 novembre, con il premier Matteo Renzi, in quel di Verona, fortemente interessato al settore enologico, ha visitato il Vinitaly. Nota a margine: quest’anno, l’importante manifestazione veronese consacrata all’enologia internazionale ha visto il boom, più 130%, di visitatori cinesi. E’ quindi, in Italia e in Europa sempre più Cina … Mania, con investitori dell’Est sempre più interessati a investire nel Vecchio Continente. Così se Inter e Milan, sodalizi calcistici italiani che hanno fatto la storia del football mondiale, ma oggi cercano nuova energia per risalire la china, se iniziano a far gola a forestieri provenienti dai nuovi mercati asiatici, ecco, non è più davvero il caso di stupirsi. Ma tornando ad argomenti prevalentemente enologici, eccovi qualcuno, dei tanti, tantissimi spunti più intriganti offerti dall’edizione 50, e altrettante ne arriveranno, del Vinitaly 2016.

Beh, l’azienda vitivinicola, cremonese rock di Motta Baluffi, Decordi, sì proprio la storica cantina bassaiola animata da quella fantastica persona che è Quirico Decordi, con i suoi fantastici Lambruschi e con un sorprendente Pinto Nero ha regalato emozioni d’autore. Sugli scudi pure la realtà emiliana Vicobarone, cosi come in Sicilia, la splendida, creativa “maison” Fina, attraverso le sue bottiglie meravigliosamente d’avanguardia e ricerca, provate ad occhi chiusi, solo per fare un esempio, il Kikè aromatico e lasciatevi sognare, sta regalando alla Sicilia, all’Italia e al mondo, un modo nuovo e denso di fare agricoltura in quest’epoca fluida.

Ma torniamo in Lombardia, precisamente sul lago di Garda, laddove Cà Maiol è ormai una certezza e il suo Lugana è già leggenda. A tal proposito, per fotografare al meglio la kermesse veronese nella sua spumeggiante cinquantesima replica, le parole di Mark Hartmann, esponente dell’impresa vitivinicola griffata dagli appassionati viticoltori Fabio e Patrizia Concato, paiono decisamente azzeccate: <Finalmente è tornato il Vinitaly vero quello che al centro del quadro mette imprenditori, buyer, professionisti del settore e il business>. Chapeau! Naturalmente nel padiglione lombardo, la Franciacorta ha interpretato una parte strategica del copione, del resto il brand franciacortino è un traino fondamentale dell’Italia del fare; complimenti allora ai protagonisti del Metodo Franciacorta, con una Lara Imberti, anima del marchio Ronco Calino, in forma smagliante nonostante i tipici ritmi stressanti dei giorni veronesi … “vinitaliani”: <Siamo soddisfatti della nostra partecipazione alla kermesse enologica veneta.

Appuntamento imperdibile perché ci permette di incontrare addetti ai lavori, commercianti e professionisti del settore ai quali illustrare il nostro lavoro>. A proposito, il Ronco Calino Rosè, vale a dire il Brut Radijan……… è da Oscar, ergo applausi per lui e per il Guido Berlucchi Nature, il nuovissimo Franciacorta Millesimato che amplia la linea ’61. Dulcis in fundo, una menzione speciale se la meritano Astoria (il cui Prosecco Biologico è semplicemente divino), Tenuta San Leonardo (applausi), Antinori, Altemasi, Banfi e Marzadro distilleria trentina prossima al debutto nella produzione enologica dopo l’acquisto della cantina gardesana di Arco Madonna delle Vittorie. Questo, tanto altro ancora è stato, è e soprattutto sarà … Vinitaly.

Stefano Mauri

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