Ecomostro di Via Indipendenza: la convenzione è lo strumento di chi tiene alla tutela del pubblico interesse

Ecomostro di Via Indipendenza: la convenzione è lo strumento di chi tiene alla tutela del pubblico interesse

Leggendo le ultime dichiarazioni alla stampa del consigliere Simone Beretta, a proposito dell’immobile di via Indipendenza, si rischia di confondersi, mischiando egli questioni che insieme non possono stare. Che cosa c’entrano le concessioni di gestione di servizi pubblici, come la piscina o i parcheggi, oppure gli appalti di opere pubbliche come Crema2020, con le convenzioni urbanistiche? Sia dal punto di vista normativo che giuridico sono strumenti, percorsi, procedure e atti completamente diversi.

L’assessore all’Urbanistica, Cinzia Fontana, tiene a precisare alcuni passaggi della convenzione:
Ciò che però a me preme mettere in luce è il fatto che l’Amministrazione di Crema ha agito, anche questa volta, solo ed esclusivamente per l’interesse pubblico della città. Del resto, sono i contenuti stessi della convenzione sottoscritta per il piano attuativo dell’ecomostro di via Indipendenza a testimoniarlo. Lo dimostra la scelta dei tempi definiti nell’atto, laddove abbiamo previsto tempi brevissimi per il versamento degli importi relativi agli oneri di urbanizzazione e al contributo di costruzione, nonostante i piani attuativi abbiano una validità di dieci anni e nonostante le norme stabiliscano che gli oneri debbano essere versati al momento del rilascio del permesso di costruire e possano essere rateizzati fino a tre anni”.

 A proposito della decadenza della convenzione, l’assessore Fontana rovescia la logica imposta dalle dichiarazioni del consigliere: “La tutela pubblica si vede proprio nella scelta di aver inserito l’articolo in cui abbiamo stabilito la decadenza della convenzione nel caso non siano corrisposti gli importi dovuti entro i termini indicati nell’atto sottoscritto: regole stringenti, certe e chiare per potenziare le garanzie per l’Amministrazione, per favorire il recupero di un edificio in forte stato di degrado e per poter disporre in tempi brevi di risorse per realizzare opere pubbliche”.

Ora la Giunta, scaduti i termini da circa una settimana, farà le proprie valutazioni e si attiverà con le procedure previste dalle norme, “sempre nell’interesse pubblico prevalente”.

 

 

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