Emergenza abitativa, c’è chi cerca una soluzione (alcune domande a Malvezzi)

Emergenza abitativa, c’è chi cerca una soluzione (alcune domande a Malvezzi)

L’emergenza abitativa è una realtà a due facce, da una parte sempre più persone che non riescono a permettersi un alloggio, dall’altra sempre più amministrazioni che non possono permettersi l’onere di una crescente morosità. Regione Lombardia sta affrontando il tema e a seguito dell’approvazione in commissione del progetto di legge 273 RIFORMA DELLA CASA, il 28 giugno approderà al consiglio per la discussione e la successiva approvazione. Relatore del progetto di legge il “nostro” (perché eletto nel nostro territorio) consigliere regionale Carlo Malvezzi al quale sarebbe interessante porre alcune domande che formuleremo in chiusura.

Ma vediamo in sintesi su cosa si basa il progetto di legge:

  • Il servizio abitativo si sdoppierà e al fianco degli alloggi gestiti dal pubblico attraverso Aler e Comuni, sarà possibile un offerta di alloggi privati a canoni d’affitto calmierati
  • Riforma delle graduatorie con bandi (almeno due l’anno) ad hoc, puntando ad un mix abitativo attraverso piani di zona e affidamento di alloggi, attraverso graduatorie distinte oltre a famiglie con reddito basso, anche a famiglie monogenitoriali, a portatori di handicap, ad anziani, giovani coppie e novità assoluta ad appartenenti alle FORZE DELL’ORDINE.
  • Creazione di un sistema regionale di accreditamento per servizi abitativi, allo scopo di qualificare gli operatori privati e di introdurre per tutti obblighi di servizio nei confronti dell’utenza.

La novità è anche legata alla tipologia di affidamento che non sarà più a tempo indeterminato ma con contratti temporanei e obbligatorietà di verifica anche annuale dei requisiti di assegnazione. Possibilità infine di risoluzione unilaterale del contratto in caso di dichiarazioni false o di morosità colpevole. Infine saranno previsti percorsi di presa in carico dei soggetti più deboli attraverso i servizi sociali, con obbiettivo di seguire sia le persone che l’evoluzione delle loro condizioni. La riforma ha elementi di indubbia positività per l’obbligatorietà delle verifiche e per la possibilità di recedere dai contratti senza più subire situazione di morosità da molti “furbetti”, l’introduzione di graduatorie dinamiche con evidenza all’assegnazione di alloggi non solo prevalentemente a famiglie di stranieri come avviene oggi.

A Malvezzi vorremmo chiedere se il sistema di accreditamento regionale potrà garantire e verificare che non accadano situazioni modello “Chieve”, ovvero se ci sarà una verifica sui privati per l’erogazione dei servizi e per il reale contenimento dei canoni di locazione. Inoltre sarebbe interessante capire come regione Lombardia ha previsto di gestire il patrimonio pubblico; è indubbio che sia in atto una politica di progressiva dismissione degli immobili, si può ritenere corretto alienare quegli alloggi che raggiunto un livello di ammortamento necessitino di interventi che non ne giustifichino più il possesso, ma si ritiene di incrementare il patrimonio attraverso nuove costruzioni? E per i patrimoni comunali, si ritiene di poter vincolare risorse rinvenimenti da dismissione di immobili alla creazione di nuovi alloggi da assegnare a soggetti deboli?

Una riflessione infine sul patrimonio immobiliare cittadino, dove da anni si registra un esubero dell’edificato quantificando gli alloggi “vuoti” a oltre mille unità.
Sarà per i proprietari una “manna dal cielo” potendo locare ciò che oggi diventa difficoltoso vendere?

Alberto Scotti

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