Enzo Bettinelli: “Ecco le cose che non mi sono piaciute nella nomination Zucchi”

Enzo Bettinelli: “Ecco le cose che non mi sono piaciute nella nomination Zucchi”

Obiettivo, serio, pacato, lungimirante, preparato, calmo, serio, particolare non indifferente: sereno e contento di ciò che, sin qui ha fatto, fa e farà. Sì, l’architetto Enzo Bettinelli, ex coordinatore della sezione cittadina di Forza Italia è una persona equilibrata, capace, perbene e … disposta a fare quattro chiacchiere, senza peli sulla lingua. Con lui, tra le altre cose raffinato artista (dipinge divinamente) abbiamo scambiato due parole.

Ti manca, per così dire, il coordinamento attivo del partito forzista cittadino?

Non mi manca soprattutto perché fortunatamente sono pieno di lavoro e il tempo libero è sempre meno. Se guardo indietro però lo faccio con affetto perché il ruolo mi piaceva e l’ho espletato nel migliore dei modi, penso.

Se si votasse domani a Crema chi voteresti?

Simone Beretta e con motivazioni precise.

E sarebbero…

Non ho niente contro la persona Enrico Zucchi, personaggio capace e degnissimo. Soltanto contesto le modalità con le quali si è candidato. In occasioni della ultime consultazioni provinciali, il coordinamento di Forza Italia aveva ricevuto l’incarico di individuare, attraverso consultazioni ad hoc con tutte le forze del centrodestra, una figura da mettere in campo. E quella per me era e rimane la strada percorribile. La discesa in campo improvvisa di Zucchi, quasi a voler mettere gli alleati con le spalle al muro, la Lega che subito passa dalla sua parte, l’europarlamentare Massimiliano Salini, uno dei nostri che manda una mail solo a determinate persone, Malvezzi che si schiera immediatamente con Zucchi e si espone. Ma pure Renato Ancorotti, presidente forzista che può dire tutto ciò che vuole, ci mancherebbe, ma essendo un personaggio pubblico politico, se e quando parla non lo fa soltanto da imprenditore o cittadino privato. Ecco questi aspetti, certi articoli estremi apparsi su siti di regime secondo i quali Forza Italia avrebbe spaccato il centrodestra, proprio non mi sono piaciuti. Noi non abbiamo spaccato nulla, anzi lavoriamo per l’unità partendo dalla nomination Beretta, nome intorno al quale verificheremo i presupposti per approfondire ed eventualmente formalizzare la sua candidature verso le prossime amministrative, oppure studieremo una pista per individuare, insieme… un altro candidato.

Paradossalmente la scelta Beretta potrebbe riunire il partito in un certo senso?

Mi ha stupito in positivo la decisione del coordinatore Gianmario Donida di agire in tal senso e sì, auspico che la mossa si riveli aggregativa. Del resto sui valori ci troviamo, vediamo cosa succederà poi.

Ti candiderai in lista?

Non credo ripeto che il tempo libero attualmente è poco ed è giusto che diventi consigliere, ruolo purtroppo ridimensionato dalle nuove disposizione, chi è pronto a… calarsi totalmente nella parte.   

Se diventassi sindaco cosa faresti all’indomani della tua nomina?

Non mi sono mai posto il problema poiché non ho tale ambizione. Certamente Crema deve ritrovare il suo spirito.

Indipendentemente dalle idee politiche, dalla giunta Stefania Bonaldi ti aspettavi di più?

Sì la sua giunta si è rivelata per certi versi molto inesperta, pasticciona e inconcludente sui grandi temi tipo il sottopasso alla ferrovia di Santa Maria della Croce. Era partita bene, in campagna elettorale, la sindaca, presentando la cosiddetta Officina Bonaldi, ma … le premesse sono rimaste promesse elettorali. Bisogna puntare sull’esperienza.

Il tuo politico nazionale di riferimento?

Nasco liberale, poi l’approdo al Cdu, quindi l’arrivo in Forza Italia, fazione dalla quale, al contrario di quanti oggi, pur usciti vorrebbero dettarci l’agenda, non me ne sono mai andato e mai ne uscirò. Dico, con qualche riserva tuttavia su certe sfumature Silvio Berlusconi.

E a livello locale?

Facciamo parlare chi dice che sono troppo sicuro di me e dico, scherzo è intendiamoci, Enzo Bettinelli.

Il tuo vino preferito?

I bianchi fermi e in versione spumantizzata del Trentino e della Franciacorta.

Dipingi sempre?

Sì è l’hobby della sera, uno sfogo nel poco tempo libero che riesco a ritagliarmi.

Ma non vi dà fastidio questa corsa al civismo e alle liste civiche. Mica avrete la rogna in fondo voi politici?

In effetti la politica rimane la linea. Pensa che in passato Beretta aveva sfiorato l’idea di candidarsi da solo in capo a una lista civica. Io da buon amico l’ho sconsigliato poiché i politici devono rimanere tali con tutta l’esperienza che hanno maturato sulle spalle da mettere a disposizione della città.

Stefano Mauri

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