Eppure sembrava una buona idea, vent’anni fa il disastro di Alleanza Progressista

Eppure sembrava una buona idea, vent’anni fa il disastro di Alleanza Progressista
Sbuca da sotto i rovi di una cabina elettrica un adesivo che apre una vecchia ferita. Un cerchietto verde bordato di bianco . Era il simboletto di Alleanza progressista per Crema. Elezioni di giusto giusto 20 anni fa. Era il 1993. Il candidato sindaco per quella lista civica, che era un po’ un esperimento di grande intesa, fu Renato Strada, parlamentare per il PDS. Sembrava una buona idea.
Contro di lui correva il sindaco uscente Walter Donzelli. Sembrava una corsa a due. L’Olivetti aveva appena chiuso. La città era in crisi. E a sorpresa uscì un giovane. Si chiamava Cesare Giovinetti. Aveva 40 anni e si presentava per la Lega Nord.  In corsa c’era anche una donna, Elda Zucchi.
Al termine del primo turno sembrava che Strada fosse la scelta giusta. La Lega era il primo partito ma Strada razzolava 9.345 preferenze: il 38%. Giovinetti era dietro di ben 6 punti. Segato Donzelli.
Ma il 6 dicembre del 1993 succede che Crema si sveglia dipinta di verde. Giovinetti porta a casa 12.092 preferenze, pari al 52,67% dei voti. Strada che aveva messo assieme tutta la sinistra cremasca in Alleanza progressista, compresi Verdi e Rifondazione comunista, portò a casa il 47,33%.
Si prevedeva un testa a testa invece alle 17 Giovinetti era già il sindaco di Crema. Una bella differenza di  5,34 punti pari a 1.225 voti.
 Eppure sembrava una buona idea…
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