Fogliazza non lascia la Pergolettese e non ricorrere al jolly ripescaggi

Fogliazza non lascia la Pergolettese e non ricorrere al jolly ripescaggi

Cesare Fogliazza, appassionato deus ex machina della Pergolettese, imprenditore (e calciofilo operativo) resta quindi al suo posto alla guida dirigenziale della compagine da lui “creata” nell’estate 2012, non presenterà domande di ripescaggio (salvo cambino, cammin facendo qualche prerogativa per essere ammessi in Lega Pro) e non farà alcun discorso di sinergia con la Pro Piacenza: dopo i trascorsi e il conseguente “divorzio” di Pizzighettone, i rapporti col presidente piacentino (ma cremasco ed ex patron del Sergnano) Domenico Scorsetti beh, non sarebbero il massimo della vita.

Che Pergo allestirà Fogliazza? Sicuramente la squadra sarà all’altezza del blasone “canarino”, al trainer (entro la fine di maggio verrà ufficializzato il nome del nuovo allenatore, intriga la conferma di mister Aldo Firicano, ma garba parecchio pure la tentazione Sergio Porrini, tecnico interessante attualmente in forza al vivaio nerazzurro dell’Atalanta) sarà affidata una rosa valida senza, con e per questo, sforare il budget poiché Fogliazza (giustamente) è attentissimo ai costi. In tal senso, l’ingresso eventuale di nuovi soci (l’imprenditore Ilario Tommasi?) o di eventuali ulteriori sponsor, alla causa indubbiamente gioverebbe. Cesare Fogliazza farebbe inoltre bene a mettere mano alla composizione del Cda societario per rendere impermeabile l’ambiente intorno al Pergo. Il Campionato nazionale dilettanti (Cnd), dilettantistico (nella stragrande maggioranza dei casi) solo per ipocrita, burocratica … terminologia, indubbiamente è una bella “bestiaccia” da affrontare con il cuore denso, la guardia alta e la massima concentrazione.

Proseguirà infine l’opera di riqualificazione del vivaio cannibale (per il ruolo di coordinatore tecnico del settore giovanile andrebbero bene candidati tipo Claudio Salvi, “Bodo” Bianchessi, Mimmo Tassiero o Andrea Bergami) il modello di riferimento è la Cremonese, la cui linea verde è ammirata (e invidiata) un po’ dappertutto. A Cremona la compagine grigiorossa ha nel centro sportivo Arvedi il suo fiore all’occhiello, a Crema strutture del genere ce le sogniamo purtroppo. Ecco, per dotare la nostra città di impianti calcistici d’avanguardia, l’ipotesi di ricorrere ad un project financing oppure l’idea di cedere l’area del Voltini (ricevendo in cambio denaro o la costruzione di un “Pergorello” in una zona da individuare) sicuramente rappresentano opzioni quantomeno da considerare.

Stefano Mauri    

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