Forza Italia: un passo indietro, per farne due avanti, altrimenti la Lega spaccherà

Forza Italia: un passo indietro, per farne due avanti, altrimenti la Lega spaccherà

Sì ha ragione l’imprenditore illuminato Renato Ancorotti a sostenere che per Forza Italia, tanto a livello nazionale, quanto (e soprattutto) a quello locale beh è giunto il momento di fare sintesi ritrovandosi intorno a un tavolo, contarsi, indietreggiare laddove necessario e … poi sprintare in avanti.

Se questa svolta non avverrà, allora la Lega Lombarda di quella vecchia volpe di Salvini (la sa lunga il segretario – ministro – premier – Vate) si magnerà tutto quel che resterà della forza (almeno un tempo tale era) liberale messa in campo anni fa da un Silvio Berlusconi all’epoca ispirato e illuminato.

Nel Granducato del Tortello in particolare, persone di buona volontà, appassionate, capaci e sul pezzo (Mauro Tenca, lo stesso Ancorotti, Roberta Giubilo, Simone Beretta, Enzo Bettinelli, Antonio Agazzi, Francesco Martelli, Tarenzi, Chironi solo per fare dei nomi), sì … nonostante il momento di oggettiva difficoltà ci sono.

L’europarlamentare Massimiliano Salini? E’ una risorsa senza ombra di dubbio, ma pare più proiettato al nazionale che al Cremasco e spesso e volentieri, rispetto al microcosmo autoctono e ai suoi componenti, appare … per così dire poco connesso, un libero fantasista tra le righe sospeso tra Toti (il Governatore della Liguria che strizza l’occhio alla Lega), Tajani (bella voce la sua) e gli echi leghisti.

Ma se l’incontro (proposta illuminante) chiarificatore auspicato da Ancorotti, magari dinanzi a un bel piatto di Salva con le Tighe o di Tortelli Cremaschi fumanti dovesse mai avvenire, speriamo ovviamente che avvenga al più presto il cosiddetto “Concilio Forzista”, chiaramente Salini (sarebbe solo il benvenuto credo) dovrebbe partecipare per farsi attore (ammesso lo desideri sul Serio) protagonista del nuovo coro liberale che necessariamente, mica di solo populismo possiamo nutrirci, dovrà riformarsi.

Ah … qualora (invece) Forza Italia decidesse, un po’ quello che dall’altra parte sta facendo il Pd, di restare nel limbo aspettando un passo falso (eventuale, ma aspettate e sperate) di Salvini la Lega continuerebbe a papparsi elettori, elettorato, consensi e mugugni.

I “Lumbard” e i “Grillini” (appaiono in lieve flessione) sanno parlare alla gente, cosa questa che tanto a sinistra, quanto a destra (la Meloni rimane un lieve sussurro rispetto all’Urlo Salviniano) non si riesce più a fare.

Stefano Mauri

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