Generazione X, ma mamma vi manda da soli? Le amare verità emergono con le vacanze

Generazione X, ma mamma vi manda da soli? Le amare verità emergono con le vacanze

Credo che la prima vacanza di quest’estate non sia destinata ad avere seguito. Ieri ho lanciato il: “Dove ce ne andiamo a fine luglio?” e la prima risposta ha avuto le sembianze del mio fidanzatino, quando gli confidai di avere un ritardo di dieci giorni. Poi sono seguiti monosillabi dubitativi, fino ad arrivare ai : “Ma non possiamo stare a casa?“, “Qui ci sono i nostri amici”  e “Perchè non vai in vacanza da sola mamma, anche alla tua età hai diritto a divertirti“.

Dopo aver ricordato a mio figlio che avere un paio di lustri piú della fidanzata di Berlusconi non significa poter riscuotere la pensione, mi sono buttata nell’analisi di questo no. Analisi breve e chiara: è iniziata l’età dove con me si divertono quando mi presto a strisciare la carta di credito, quando faccio le versioni di latino al posto loro e quando frano irrimediabilmente dalle zeppe.

La situazione mi appare ancor più grave quando mia figlia quindicenne mi chiede il permesso per campeggiare una notte con gli amici nelle ridenti campagne dei dintorni. Quindi deduco che sia più piacevole della mia, la compagnia un esercito di zanzare tigri appena uscite dalla dieta Dunkan, il passeggio notturno di qualche nutria in amore, l’umidità che fa tanto Pantanal  e… ( facciamo che ai puntini di sospensione ci penso quando ha ventun’anni).

Ho una sola ancora di salvezza: dire ad amici e parenti che le nostre vacanze si sono ahimè concluse qui per colpa della crisi, che per quanto riguarda le mie vacanze con figli al seguito è ormai senza possibilità di soluzione.

Chissà se un giorno anche il nascituro Royal Baby dirà a mamma Kate che ne ha piene le scatole di rincorrere stambecchi a Balmoral e preferisce andare a pescare rifiuti nel Tamigi, con gli amici plebei.

Barbara Locatelli

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