Giovanni Vailati, la storia del Paganini cieco del mandolino

Giovanni Vailati, la storia del Paganini cieco del mandolino

Giovanni Vailati, chi era costui? – Il 13 aprile 1815 nasceva in una piccola frazione di Crema uno dei più famosi strumentisti dell’800, Giovanni Vailati, che, fin dalla più tenera età, fu colpito dalla cecità. Per questo fu detto “l’Orbo di Crema”. –

Ma il musicista ebbe in seguito un soprannome più noto e importante:”Il Paganini del mandolino”, per la sua eccezionale bravura come virtuoso. – Fortunamaente fu notato e preso a cuore da Pietro Bottesini, padre del grande Giovanni Bottesini, contrabbassista, e fu così aiutato nello studio della musica, divenendo un solista prodigioso. – La sua carriera ebbe inizio nei caffè di Crema, ma ben presto il nostro concittadino fu chiamato in tutta Italia e in Europa per suonare nei teatri più prestigiosi, ottenendo continui brillanti successi. – La sua tecnica raffinatissima incantava tutti e gli conquistò l’amicizia, la stima e gli elogi di personaggi importanti, come insigni uomini di cultura, musicisti e regnanti. –

Quest’anno ricorre il bicentenario della sua nascita e in città un comitato speciale si sta occupando delle iniziative per celebrarlo degnamente con conferenze e concerti e convegni, come quello organizzato presso la sede di Crema dell’ Università Statale di Milano . Nell’ambito di queste manifestazioni anche Gianvittorio Gallini ha presentato preziosi strumenti della sua collezione privata, illustrandone le caratteristiche e il valore, mentre il M° Claudio De Micheli ha eseguito alcune belle liriche dell’800 suonate da Vailati durante la sua lunga e affermata carriera. – Recentemente si è anche tenuto il bel concerto dell’Orchestra di mandolini e chitarre “Città di Brescia” presso la Sala Pietro da Cemmo, evento che ha riscosso vivo interesse nel folto pubblico richiamato dall’occasione. –

Molto ricca e articolata, come si vede, la serie di performaces in programma per l’anniversario. – Che Vailati fosse famoso ai suoi tempi è attestato anche dal fatto che esiste un ritratto del rinomato fotografo Nadar, autore di tutte le fotografie delle celebrità. – Ma vediamo come si snoda il luminoso percorso dei Giovanni. – L’Orbo di Crema conquista dapprima l’Italia.

Nel marzo 1861 è invitato al Teatro Vittorio Emanuele dove lo accoglie il primo trionfo; quindi viene iscritto dal Regio Istituto musicale di Firenze all’albo accademico e successivamente approda nella raffinatissima Milano, presso il Ridotto del Regio Teatro alla Scala, dove tiene un Gran Concerto vocale e strumentale, quale professore accademico e socio onorario di numerose accademie d’Italia e di Francia. Metà dell’incasso viene devoluto alle famiglie degli emigranti veneti. –

Nel 1863 rientra a Crema a vi resta alcuni mesi, quasi del tutto ignorato. – Nel dicembre 1872 per il Teatro Bonci di Cesena prepara anche un duetto di Giovanni Bottesini, con il violinista Ugo Pizzo. – Fra i suoi estimatori. vi furono Gounod, Rossini, Verdi, ma intratteneva rapporti di cordiale amicizia anche con V.Hugo, Mazzini e Garibaldi dai quali riceveva lettere affettuose piene di elogi. – Perfino la Regina Margherita di Savoia lo invitò nella sua villa sul Lago Maggiore , dove suonò al pianoforte in duo con lui. –

Presso il Museo Civico di Crema è esposto il diario manoscrtitto con allegate le recensioni dei giornali sui concerti tenuti tra il 1879 e il 1890. – nel 1879 affrontò un vero tour de force tra San Remo , Torino, Mentone, Lecco etc. – Tenne incessantemente concerti fino al 1882, quando iniziò a diradarli. – Nel 1883 lo invitarono a suonare a Crema per il Teatro Sociale, un tardivo atto dovuto. –

Ma ancora personaggi prestigiosi presenziavano alle sue esibizioni restandone affascinati; a Stresa, a palazzo Ducale, le altezze reali, la duchessa Madre di Sassonia e il principe Tommaso Alberto Vittorio di Savoia, duca di Genova, con la principessa Isabella di Baviera. – Dopo un’ultima serie di concerti, nel 1890, abbandonato da tutti, morì in miseria il 25 novembre, in via Alemanio Fino, al civico n. 11. Aveva 75 anni.

Eva Mai

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