Gita di Ferragosto in Emilia sulle note delle canzoni che la raccontano

Gita di Ferragosto in Emilia sulle note delle canzoni che la raccontano

Oggi è Ferragosto. C’è chi mangerà i tortelli a Crema e chi invece si farà una gita fuoriporta. Ecco un curioso itinerario per un giro in Emilia Romagna sulle note delle canzoni che la raccontano. Buon viaggio

 Imbocco l’A1 all’ altezza di Piacenza. Direzione Bologna. Sono le otto del mattino, per mezzogiorno un piatto di tortellini emiliani nel capoluogo non me li leva nessuno, altro che tortelli cremaschi. Poi al limite una tappa al mare.

Una sigaretta tutto quello che rimane fino al prossimo Autogrill, un gran mal di testa è finita anche la birra dove sei Modena sud” cantano i Rats nell’ autoradio (Autogrill da Indiani Padani CGD 1992) E si sarà un viaggio nell’ Emilia a suon di musica.

 

MODENA…piccola città

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Guccini e Lucio Dalla

 Modena è la prima tappa di questo piccolo viaggio, entra subito in campo quello che più ha cantato questa terra: Francesco Guccini.

Piccola città bastardo posto...” canta in Radici (Emi 1970)

….amori e mattoni che parlano.. fra macerie e giochi consumati dentro al ‘Florida’ cento finestre e un cortile..” una città sventrata dalla guerra nell’ infanzia del cantautore che però si rende conto che “…così diversa sei adesso…” una città in via di trasformazione quindi.

Sono ancora i Rats a venirci in aiuto per narrare come è la ‘piccola città’ ora.

In Via Indipendenza il traffico è un inferno…In Via Pace si respira la violenza… il madonnaro in piazza tira le madonne…” cantano in Aria (da ‘La vertigine del Mondo’ CGD 1995) una città indurita quindi.

Impressione rinforzata dalle strofe di Johnny Scarafaggio (dallo stesso CD) “Undici di sera in piazza Grande non c’è più nessuno solo il freddo riempie la città. Johnny scarafaggio appoggiato a una colonna conta i soldi dentro all’ oscurità. Un po’ di polvere è rimasta forse qualcuno la vorrà….Undici e un quarto alla stazione molti partiranno altri invece resteranno qua Johnny Scarafaggio ha un biglietto un po’ speciale per chi se lo comprerà..” … Sembrano distanti i tempi romantici in cui Lucio Dalla cantava “..Dormo sull’ erba e ho amici innamorati come me in piazza Grande… una famiglia vera e propria non ce l’ho  dormo sull’ erba in piazza Grande… con me di donne generose non c’e ne rubo l’amore in piazza Grande…lenzuola bianche per coprirmi non ne ho sotto le stelle in Piazza Grande… e se non ci sarà più gente come me voglio morire in piazza Grande..”… una visione dolce della povertà del dopoguerra, con una Ghirlandina che domina bonaria.

Visione dolce della città ce la danno anche i Modena City Ramblers che nel loro primo CD cantavano “..Siamo la banda i suonatori… siamo venuti per far baracca tutta sera… siamo i delinquenti di Modena… si va in giro per la montagna e per la bassa ad occhi sbarrati…” (‘Delinquent et Modna’ da Riportando tutto a Casa Polygram 1994)

 

LA BASSA PADANIA

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I Nomadi e la bassa

E visto che abbiamo introdotto il tema della bassa padana  come non ricordare una formazione che ha fatto del basso profilo (battutaccia) il suo marchio di fabbrica? I Nomadi….

Grandi risaie e filari di pioppi e all’ orizzonte montagne maestose, non si può dire che sia il paradiso ma è il paese dove son nato. La gente è chiusa e un poco scontrosa ma quando ama sa amare davvero…” cantavano ne ‘Il paese’ (Da Noi ci saremo Emi 1977) il paese in questione è Novellara, ma il pezzo si adatta perfettamente a tutti i posti postacci della bassa lombardo emiliana. Tanto che i Nomadi dal vivo (leccando un po’ il culo) la cantano inserendo nel testo il nome del posto dove si stanno esibendo.

Anche Ligabue in tutti i suoi testi ha insignito il senso di bassa e la sua atmosfera. Tutta la saga del Bar Mario è senza sottintesi l’ epopea di un bar sport qualsiasi di paese dove “In quattro stanno sfasciano il bigliardino…il gatto segna il territorio a suo modo… e alla fine Mario manda tutti a nanna e chiude il bar” (da Ligabue Wea 1990)  e anche se si passano “Certe notti tra cosce e zanzare e nebbia e locali a cui dai del tu” alla fine “Ci vediamo da Mario prima o poi” (Certe notti da Buon Compleanno Elvis Wea 1995… ricordano che il Baraccio è citato anche in Anime in plexiglas)

Anche in Guccini si respira spesso l’aria della bassa e della sua campagna. In ‘Lettera’ canta (da D’amore di morte e di altre sciocchezze EMI 1996) ”In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole… appassiscono piano le rose spuntano a grappi i frutti del melo” e ancora “L’acqua che passa fra il fango di certi canali tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri..” (da ‘Acque’ dal CD ‘Parnassiuss Guccinii’ EMI 1993) e ancora “Un oca che guizza nel fango un cane che abbaia a comando la pioggia che cade e non cade le nebbie striscianti che velano e non velano strade” (‘Autunno’ da Stagioni EMI 2000)

L’ultimo riferimento alla bassa lo cogliamo dai mitici CCCP “Sazia e disperata con o senza TV piatta monotona moderna ben servita consumata afta eptzotica nebbia calce cataste di maiali sacrificati” (Rozzaemila da Socialismo e Barbarie Virgin 1988)

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i CCCP fedeli alla linea

 

INTERMEZZO CAFFE’

Ma intanto l’autostrada scorre veloce… un altra sosta ad un Autogrill magari sperando di trovare proprio quello che canta Guccini nell’ omonimo pezzo:

La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-Up e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità come i visi appesi alle pareti di quel piccolo autogrill mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR” ( da Guccini EMI 1983 un LP tutto dedicato al viaggio con le splendide ‘Argentina’ e ‘Gulliver’)

 

BOLOGNA

E alla fine sbuchiamo nei pressi di Bologna.

E’ ancora Guccini il primo ad accoglierci musicalmente:

Bologna è una vecchia signora coi fianchi un po’ molli, col seno sul piano padano ed il culo sui colli..Bologna e una vecchia signora che fu contadina benessere mille gioielli e salami in vetrina…Bologna è una strana signora volgare e matrona Bologna bambina per bene Bologna busona…” (Bologna dal LP Metropolis EMI 1981 l’altro disco di Guccini dedicato al viaggio ci sono le esplicite ‘Venezia’, Bisanzio’, ‘Milano (poveri bimbi di)’…)

Addirittura Francescone ha dedicato un brano al suo indirizzo Bolognese:

Via Paolo Fabbri 43’ (dal omonimo LP EMI 1976)

..scoppia il mondo fuori porta a San Vitale e in Via Petroni si svegliano… che mamma mi trovi pulito qui in Via Paolo Fabbri 43

Un pezzo dedicato a Bologna lo ha scritto anche Luca Carboni ‘La mia città’ da Carboni (BMG 1992) “La mia città senza pietà… non la conosco fino in fondo troppi portoni troppi cassetti…una città la mia città senza pietà  ti dice che non è vero che non c’è più la povertà e tutta colpa della pubblicità..

Gianmaria Testa nella canzone ‘La città lunga contenuta in ‘Valzer di un giorno (Ellleu 2000) la definisce: “..lunga la città in questa nebbia che scende giù ti sembra che svaniscono le case

I Gang hanno invece una visione scura di Bologna, sopratutto dopo il capovolgimento politico degli ultimi anni “Bologna è una carogna che non ti vuole vivo, da quando non ci sei Bologna non c’è più.. non ti sei perso niente Paz” cantano in Paz (dal CD Controverso Wea 2000) pezzo dedicato allo scomparso fumettista Andrea Pazienza.

Una passeggiata per Bologna in compagnia di Lucio Dalla la possiamo fare nella stratosferica “Disperato erotico stomp”..”dico che a Bologna non si perde neanche un bambino… mi guarda con la faccia un po’ stravolta e mi dice sono di Berlino

Un opera musicale tutta ambientata a Bologna è anche ‘Sconcerto’ di Stefano Benni e Paolo Damiani (il Manifesto 1999) CD tratto dal bellissimo libro ‘Blues in 16’ dello stesso Benni (vale la pena di ricordare che molti suo libri hanno ambientazioni Emiliane)

 

MARE MARE

Lasciamo Bologna per fare una tappetta la mare in Romagna..che ad aprile non è ancora caotica come in agosto. Naturalmente il viaggio ce lo facciamo con ‘Mare mare (Bologna –Riccione)’ sempre dal gia citato LP di Luca Carboni.

Ho comprato anche la moto… son partito da Bologna..Mare mare che voglia di arrivare lo da tè..” ma alla fine Riccione è una delusione “Le ragazze che sghignazzano mi fan sentire solo.. mare mare cosa son venuto a fare li da te

 

La Romagna in verità non è vista in maniera allegra nelle canzoni: “Ora Teresa è all’ Harry’s bar guarda verso il mare per lei figlia di droghieri penso che sia normale ha al collo una lametta vecchia di cent anni di lei ho saputo poco ma sembra che non inganni ‘E un errore ho commesso’ dice ‘un errore di saggezza abortire il figlio del bagnino e poi guardarlo con dolcezza’ ma voi che siete a Rimini fra i gelati e le bandiere non fate più scommesse sulla figlia del droghiere” canta De André in Rimini (dall’ omonimi LP Ricordi 1978) e anche Samuele Bersani Riminese doc canta triste in ‘Barcarola Albanese’ (da Freak BMG 1994)

Per arrivare fino a Brindisi pagherò. Saremo liberi per sempre potremo visitare Rimini.. vieni via che ci sono i vigili

 

RITORNO IN PADANIA

Decidiamo di intraprendere la strada del ritorno

Perché “ora si fa tardi si va a dormire al di la del Po da Las Vegas a Piacenza” (Emilia di Guccini dall’ Album Quelli che non EMI 1992)

Nello stereo il CD ‘Canzoni d’amore’ di De Gregori (Sony 1992) che a un certo punto canta in Viaggi e Miraggi

“E andiamo a Modena con i suoi motori fenomenali…

o a Bologna Bologna con i suoi orchestrali…”

e poi ancora “E andiamo a Genova con i suoi svincoli micidiali”

 

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