Ha ancora senso andare controcorrente e stare Fuori dal coro (magari con un ciclostile in cantina)?

Ha ancora senso andare controcorrente e stare Fuori dal coro (magari con un ciclostile in cantina)?

Non è sempre facile andare controcorrente. Bene che vada si prendono gli spintoni di chi segue la massa. Nella peggiore delle ipotesi si prende del pirla. Quindi anche raccontare una storia controcorrente non è facile. Per questo apprezziamo il lavoro di Andrea Galvani. Le trecento pagine patinate e piene di foto, ma avrebbero potuto essere il doppio, del volume Fuori dal coro.

Il racconto dell’epopea della sacra triade della stampa alternativa cremasca degli anni ’80 (ma la storia è finita nel 2004) verrà presentato venerdì 11 dicembre sera alle 21.00 presso la sala dei Ricevimenti del comune di Crema. Allora sarà un bel momento per rivivere la storia di Ipotesi 80, Kontatto e Punto a Capo.

Non era facile riprendere in mano il corpus di queste tre pubblicazioni. Fogli sovversivi dove si denunciava chi non pagava le tasse (facendo nomi e cognomi), si usava un linguaggio rivoluzionario rispetto ai tempi. Che sembra quasi che i redattori venissero dal futuro dei social network per la lungimiranza dei titoli acchiappa click e dei temi.

Anche lo stile con cui Galvani ha scelto di raccontare la storia sta dentro al senso della storia. Niente iconografia inutile, o nozionismo fine a se stesso. Tanto colore, tanti dati, tanti aneddoti. Era quello che serviva. Così come serviva anche il capitolo 4 del libro. Quello in cui, finito il racconto delle tre pubblicazioni su citate, si fa un breve escursus nel resto della stampa locale.

Non solo perché le ultime due pagine del libro sono dedicate a Sussurrandom, come estrema deriva dell’informazione controcorrente e fuori dal coro (la cosa ci ha fatto davvero piacere, essere accostati a certa gente non è da tutti). Qui si trovano due storie particolari, e altre sono solo accennate .

Qui si è scelto di non parlare di alcuni (del tutto o quasi del tutto) e siamo certi che quando il libro sarà distribuito ci sarà da ridere. E si è scelto invece di mettere alcuni puntini sulle i. E allora è giusto che in questo parata ci sia la storia trentennale e controcorrente di InPrimapagina. E’ giusto che ci sia la scommessa vinta di Cremaonline (la cui testata coraggiosamente è stata messa anche in copertina sotto quella delle tre testate principali).

Parlando con Antonio Grassi, parte attiva della storia e archivio vivente per questa ricerca grazie al materiale che conserva , il volume invec e è stato voluto dall’Associazione per una scuola pubblica laica partecipate e democratica (ah Beppe… manco la Wertmuller avrebbe partorito un nome così lungo), è uscito che sarebbe bello adesso proseguire la storia indagando il web. Si perché di tentativi di controinformare senza passare per la stampa “classica”, quella che noi chiamiamo con un po’ di ironia quelli veri, ne sono stati fatti assai.

Ci sono alcune “testate” permettetemi di usare la parola anche se tra virgolette, che dettano spesso la linea. Ci piace citare Alto Cremasco tra quelle a cui siamo vicini (perché come Sussurrandom sta sul cazzo a tanti). Ma tra la Città Giocattolo e Cremona ce ne sono e ce ne sono state.

Di certo con l’avvento della rete tutto è diventato più facile. Anche se questa è una dicotomia che non è del tutto vera. Perché dall’altra parte è rimasto il cartaceo. Abbandonato da molti e ancora in fondo appetibile. Allora qui in fondo a questo pezzo di critica diamo una notizia, siamo ancora i primi a dare certe informazioni, qualcuno sta pensando ad un nuovo organo cartaceo a Crema. Ci stanno pensando sul serio. Guardatevi in giro e guardate negli occhi ai protagonisti di questa storia venerdì sera perché negli occhi di qualcuno vedrete il brillante e folle luccichio di chi sta pensandoci su… ancora.

Perché va bene la rete. Ma, come si suol dire, carta canta. Ancora per fortuna. E ve lo dice chi se ne sta qua arroccato nel web. Ma che vorrebbe tanto avere un ciclostile in cantina per volantinare qualche sana puttanata con scritto in piccolo in un angolo ciclostilato in proprio…

Emanuele Mandelli

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