I have a Dream… Dream Theater a Brescia tra sogno e realtà

I have a Dream… Dream Theater a Brescia tra sogno e realtà

Ho fatto un sogno: i Dream Theater suonavano in una location all’aperto e io andavo a vederli…troppo bello per essere vero? Dopo due giorni da questo sogno Spotify mi avvisava che c’è un concerto in Piazza della Loggia a Brescia e… stavolta non posso mancare!

Era dal tour di Metropolis Pt.2 (1999) che non vedevo un loro concerto dal vivo, un po’ perchè mi sono trasferita da Roma a Cremona e per me, andare a Milano è un’impresa epica, contando la mia proverbiale inettitudine alla guida su autostrada e la fifa a muovermi in ambiente nuovo da sola! Un po’ anche perchè le cose della vita mi hanno allontanata dai concerti dal vivo (gravidanze, lavoro etc.)…a 40anni suonati ho festeggiato in maniera speciale  e grazie ad una simpatica accolita di fan cremonesi e piacentini mi sono imbarcata in questo live. Imbarcata nel vero senso della parola…3 ore di concerto sotto la pioggia bardati di k-way ci siamo sparati tutto il mondo sonoro  dei Dream Theater felici come bambini al Luna Park.

La scaletta, per mia fortuna, era la stessa proposta nel tour di gennaio e comprendeva non solo i brani scelti dall’ultimo album dei DT ma anche degli omaggi a due album spettacolari: Awake (di cui ricorre il ventennale) e Metropolis Pt.2 (al suo 15esimo anno). Non starò qui a fare recensioni che non sono in grado di fare, oggi voglio solo essere emotiva, non posso neanche riuscire a trasmettere l’emozione di  chi -come me-  aspettava da anni un simile momento ma ci provo. Come sempre mi sono lasciata incantare da John Myung  (il mio “preferito”) e dalla sua  silente eleganza, durante i suoi “assolo” avrei voluto essere il suo basso…forse avrei sentito un fruscio un vento lieve ma costante che accarezza l’erba  e ti porta via. Jordan Rudess con la sua Korg Kronos “rotante” coinvolge con la sua estrema simpatia oltre che con la sua tecnica impeccabile, mago delle atmosfere ma  anche leone agguerrito quando abbraccia la sua keytar e toglie la scena a Petrucci. Petrucci, già…John Petrucci una sorta di semidio della chitarra che ti trasporta verso lidi sconosciuti, il virtuoso per antonomasia che infiamma tutto senza lasciarti il fiato! Mike Mangini  è l’ultimo arrivato ma fa di tutto per guadagnarsi la stima dei fan di Portnoy,  se quest’ultimo non penserà a breve di ritornare, penso che quest’uomo ha tutte le carte in regola  per crearsi un suo podio d’onore all’interno del gruppo!

E poi James LaBrie…pelle d’oca…è lui la voce che ti arriva nell’anima, che mi ha portato le parole giuste nel momento che ne avevo più bisogno, direttamente nel cuore. Faccio fatica ad imparare i testi delle loro canzoni, dovrei mettermi lì con il testo e continuare a  cantare ma è il tempo che mi manca e la memoria non mi assiste nel compito! Avrei voluto tanto cantare ogni singola parola con lui ma mi sono limitatata spesso a rimanere a bocca splancata nel  seguire tutte le sue linee vocali che eseguiva senza risparmiarsi niente!! Anzi, cercando sempre nuove inflessioni e andando in alto anche laddove si sarebbe potuto riposare vocalmente. Negli anni la sua tecnica è migliorata notevolmente e ci ha messo molto impegno, ora riesce a modulare tutti gli stati umorali e a trasmetterli: aggressivo e graffiante, dolce e melodioso, teatrale e narrativo, triste ed empatico.

Mi siete arrivati dentro Dream, alla prossima avventura (spero non sotto la pioggia)!!!

 

Silvia-Slyd-De Donno

il video è stato gentilmente concesso dal dreamer Michele Bossoni le foto di Ale Gessi, ‎Diego “Saitan Redoglio” e Stefano Nobili (grazie ragazzi!)

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